Rassegna storica del Risorgimento
TOSTI LUIGI
anno
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1920
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pagina
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621
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li fc. TQ8TT tìSf ALCUNE SODE NU0VJB IrBTTJSRB 02
Come Iddio volle, riparammo vivi in una casuociftj ma in tanta coinmozione di nervi, ch.e io' era divenuto paratela Addio viaggio ! Ma come sostenere le beffe di cMr credendomi a Vienna,; mi vedeva in carnè ed ossa in Monito Cassino? Maledetto rispettò tonano !
Questo fu che mi tirò fino ad Ancona, ove con la fantasia sconvolta ed i nervi in tumulto fermai tornarmene.
Il ritorno di Napoleone dalla Eussia non fu tanto fortunóso ' quanto il mio.
Lascio le cose piccole e vengo alle grosse.
Giunto in Teramo, la donna dell'albergo o taverna che mi accolse (anche i Lord vanno alla taverna) mi chiese del1 mio riverito nome, per denunciarlo alla polizia, come è solito. La contentai senza uno scrupolo al mondo, anzi lo scrissi di propria mano. H dì appresso cominciarono: i; dialoghi con la polizia-
M'incontra il Cancelliere, e con un inchino laconico mi presentò la carta, sulla quale era scritto il mie nome, dicendo:
Padre, è questo il vostro nome ?
E il mio, per servirvi; ma voi chi siete?
Sono il Cancelliere di Polizia, per servirvi. E mi servi .diiamiL perchè aggiunse:
Mi fate grazia di darmi il vostro passaporto?
Volentieri, signor Cancelliere.
E, nel dir questo, mi metto ja ricercare tutte le tasche per cavarlo fuori; ma, il crederebbe?, il passaporti Sera rimasto in Ancona.
Allora il Cancelliere mi invitò a fare tìnJsita al Commissario.
Vi andai e lo trovai all'uscio della sita casa.
Avete il passaporto?
Signor Commissario 'l'ho dimenticato in Ancona.
Ebbene, andrete dentro.
Come dentro?
In prigione.
In prigione? !
Wi} ;e. :earta, p: dentro.
, - Mli par tròppo. SignoOónrmissariorio crede .dì essere un galantuomo.- 1é -mentisco}' il mio passaporto:'e in Ancóna. jVfiivor-lete -mandare imètÈfy mi. volete fare aspetta nella locanda! debili' sehi'arnneiTti sulla n> povera persona, fatehrprfe ; ma mandarmi
carcere....
Il iOomm-issarìo non si arrendeva ad onta :fc: miei due com-