Rassegna storica del Risorgimento

AQUILA (L') STORIA 1869; RIVERA GIUSEPPE; ROMA STORIA 1869
anno <1983>   pagina <35>
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G. Rivera e i borbonici aquilani 35
Terminata la funzione si uscì dalla cappella e si prese posto nelle numerose 6ale del palazzo ove furon serviti cioccolate e gelati. De Pascale derise il povero Barretta che prese l'una e l'altra cosa.
Usciti di palazzo montiamo in carrozza e, dopo aver accompagnato de Pa­scale, ci ritiriamo.
Alle 3 y2 pan. vado a pranzo e dopo ricevo la seguente lettera che mi giunge da Terni relativa alla nota scatola (di) sospiri: Terni, 25 die. 1869. Pregia­tissimo signor cavalier Rivera. L'amico mio signor G.G.46* mi spedisce dal­l'Aquila una cassetta per rimettersi alla S.V. Illustrissima col mezzo della strada ferrata. Non saprei se direttamente dal G o da altri sia spedita a Lei detta scatola del peso circa 13 Kg. In ogni modo adempio all'incarico ricevuto e sarà Ella compiacente di rispondere all'Aquila quando l'avrà ritirata dalla ferrovia. Se Le occorre per l'identità del destinatario un qualche documento, può valersi dell'accluso ricevuto dall'agenzia ferroviaria di Terni che coll'esibita di esso Le verrà consegnata franca di porto la scatola in discorso, coverta d'incerato, di circa 90 centimetri quadrati e sugellata. Con stima mi ripeto Suo devotissimo servo V. .
Nello stesso giorno avea ricevuto l'avviso d'essere alla stazione scatola a me diretta. Nel giorno seguente quindi era tutto all'ordine per poterla riscuotere.
L'indomani perciò, 30 dicembre, dopo essere stato al primo mattino al Barone A.C., aver fatto altri affari ed il dejune, vado alle 11 a.m. con Persi-chetti alla stazione a rilevare la scatola che reco a de Pascale. Vado quindi col medesimo Persichetti alla Galleria Corsini, poscia a S. Onofrio a venerare la selva ispiratrice dell'immortale Sorrentino, non che il ricettacolo del sommo Poeta.
Alle 4 3/4 p.m. andiamo a pranzo, indi ci licenziamo con Cappelli che parte l'indomani, cui consegno lettera per Aquila, e poscia andiamo a de Pascale. Parliamo con questi dell'avvenuto di ieri, della scatola, di altro. Indi ci ripor­tiamo in casa.
Nel di 31 dicembre visito con Persichetti la galleria Borghese, poscia alle 3 p.m. andiamo al Gesù ove si attende il Papa. Vediamo giungere il Santo Vecchio fra le acclamazioni del popolo e scendere in chiesa con placidissimo volto, fra la commozione de' circostanti. Alle 4 si pranza e poscia mi comincio a disporre pel trattenimento da aver luogo la sera in casa del Conte di Trapani. Alle 8 esco di casa in cocchio col Persichetti per andare a De Pascale onde muover con questi verso le Tre Cannelle ove il detto Rea] Principe tiene abita­zione. Alle 9 siamo già nell'appartamento di questo e siam cortesemente ricevuti da entrambi i coniugi Conte e Contessa di Trapani. V'intervennero il Re Fran­cesco co9 Reali Principi, e tutti i Principi sovrani esteri che trovavansi a Roma. Solo mancò la Imperatrice d'Austria. La Principessa padrona di casa all'apparire di sua figlia Contessa di Caserta le uscì incontro e la ricevè con un bacio sulla fronte in segno di materno amore. Si ballarono polke, valtzer e lancieri* Il Re non prese parte alla danza, la Contessa di Trapani onorò spesso il Duca di Macldnloni 41) avendolo a cavaliere in più balli, gli altri Principi e Principesse saltarono senza riserbo con privati signori. Il Barone Trasmondi,
46) Si tratta forse del professor Giovanni Giuliani o, più probabilmente, del conte Gaetano Gentileschi Mignanelli.
47) g Francesco Proto Pallavicino, gran collare di S. Gennaro, duca di Albaneta, ed altresì ài Maddakmi, e principe di Colubrano, per eredità dalla madre Clorinda Carafa, in seguito protagonista della vita letteraria e culturale napoletana.