Rassegna storica del Risorgimento

ANTIGARIBALDINISMO FRANCIA 1860-1868; FRANCIA OPINIONE PUBBLICA
anno <1983>   pagina <159>
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Garibaldi in Giamaica
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C'era arrivato, finalmente, là dove si appuntavano gli occhi del mondo, là dove aveva potuto incontrarsi con il più grande nomo del tempo . Il ri­cordo di quell'incontro e della sua permanenza a Caprera l'Arnaboldi, tornato dall'Italia ai primi del 1862, aveva fissato in una lettera al Jamaica Guardian che, purtroppo, non ci è pervenuta. Ma, grazie alla gentilezza della dott. M. Belloni Zecchinelli direttrice del Civico Museo Storico G. Garibaldi di Como, alla quale va tutta la nostra riconoscenza, è possibile far conoscere due documenti, un messaggio e una lettera del Generale, che si riferiscono all'incontro con l'Arnaboldi e al dono ricevuto, che era accompagnato dal seguente indirizzo:,0)
Illustre Generale,
Partecipi a quei sentimenti di stima e d'ammirazione che la fama delle vostre grandi gesta militari per la causa della libertà, e la vostra ardente e ferma devozione al lavoro per promuovere il benessere e la felicità del vostro paese nativo hanno inspirato nel cuore di tutti coloro capaci di apprezzare la perfetta eccellenza del vostro carattere, vi presentiamo per mezzo di un vostro degno compatriota il Sig. Giacomo Arnaboldi un piccolo tributo della nostra sincera considerazione e vi preghiamo di accettarlo.
Voi avete dimostrato d'essere il Campione della libertà, meritevole di tutti gli onori, e avete dato al Mondo un esempio di vero patriottismo, onde il vostro paese può essere ben orgoglioso di voi. In questa lontana Isola dell'Ovest noi abbiamo imparato a venerare il vostro carattere, e ci rallegriamo che un'opportunità ci sia presentata per dare un'espres­sione pratica al sentimento di rispetto che il nostro cuore sente per l'uomo grande e buono, al quale la provvidenza ha concesso eoa alto onore, quello che vi fu destinato.
Ci congratuliamo, o Generale, per gli eminenti successi, coi quali il Cielo ha bene­detto i vostri sforzi e quelli dei vostri compatrioti per effettuare la liberazione del vostro ameno Paese dalla tirannide straniera, e dargli quel posto fra le nazioni che il genio e il valore de' suoi figli non meno che la sua antica grandezza, e fama gli donno il diritto di occupare. Che la buona opera che voi, e i vostri hanno incominciata e in parte terminata, possa ben presto avere un glorioso compimento, che la vostra preziosa vita possa essere risparmiata al vostro paese, e alla causa della libertà, che la felicità possa sempre seguire i vostri passi* è la nostra fervida preghiera.
Firmato in nome dei sottoscrittori della Giammaica al dono a Garibaldi. Kingston Giammaica 9 luglio 1861.
G. Arnaboldi
Ed ecco la risposta.
Caprera, 30 ottobre 1861.
Io sono ben riconoscente a voi per il dono bellissimo e per i sensi gentili con cui lo accompagnate*
La maggior ricompensa per l'uomo è certamente il plauso dei popoli generosi ed io dai figli di Albione ebbi guiderdone tale da oltrepassare qualunque merito.
Ma Voi figli liberi di una razza proscritta, dannata al servaggio da chi libertà millanta voi, come noi Italiani, fratelli di schiavi! Oh, voi mi avete ringiovanito di trenta anni. Leg­gendo il vostro indirizzo, mi sono sentito palpitare qui dentro un vecchio sussulto tirannicida che dormiva nell'anima mia. Voi siete liberi dicevo or sono sei lustri a dei neri schiavi sul limite occidentale dell'Atlantico, che bagna pure l'isola vostra fortunata ed in sarò sempre fratello dello schiavo! .
i0> Sia la lettera deiTAmnboldi, aia il messaggio agli abitanti della Giamaica sono citati in GIUSEPPE MOKI, L'Arcliivio del Museo del Risorgimento a G, Garibaldi in Cùmo Roma, Vittoriano, 1943 p. 60. Solo le firme dai due documenti sono autografe. Essi sono stati pubblicati nel Corriere del Lario, n. 154, 24 dicembre 1861, con la tradu­zione dell'indirizzo in inglese, nella Fahnouth Post, dell'I 1 febbraio 1862, ma non la lettera.