Rassegna storica del Risorgimento
ANTIGARIBALDINISMO FRANCIA 1860-1868; FRANCIA OPINIONE PUBBLICA
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1983
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pagina
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163
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Garibaldi in Gtamilica
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dominio, e pochissimo sui figli di quel clima prediletto. I governi non sempre buoni, ma, interessati come sono a fomentare l'immigrazione straniera, la proteggono, massime d'Italiani, che tanta affinità hanno colla razza iberica. Nell'America meridionale l'Italiano è generalmente laborioso ed onesto. Quando qualche perverso si presenta, i nostri lo tengon d'occhio, e se fallisce non son tranquilli finché non sia cacciato dal loro consorzio.
Base prima di ogni ricerca sul periodo che ci interessa sono, s'intende, le autobiografie garibaldine, alle quali la ventina d'anni trascorsi dagli eventi narrati non ha tolto del tutto l'efficacia del ricordo.19) Non uguale credibilità possiamo riconoscere a colui che conserva ancora una discreta riputazione come biografo dell'eroe, Giuseppe Guerzoni. Pur se basato, per questo periodo, su qualche nota di Giovanni Basso, è facile accorgersi come le inesattezze e le approssimazioni del suo racconto possano avere condotto fuor di strada chi abbia fatto troppo affidamento sul contestato professore garibaldino. Basti ricordare come egli, tra l'altro, faccia partire da New York il futuro dittatore sul finire del 1851 invece che il 28 aprile, come ci assicura la documentazione contemporanea, e incontrare nel porto stesso di Panama quel Carpaneti (sic) che l'aveva ospitato a Tangeri, e che allora navigava con un altro bastimento, detto il San Giorgio per Lima; onde raccolto coll'antico affetto dall'amico s'imbarca con lui, e salpa ben presto per il Pacifico e la capitale del Perù .
Ma Giovanni Battista Carpenetti, eccellente italiano , console sardo a Tangeri, la cui affettuosa solidarietà per l'esule destava per opposte ragioni, le preoccupazioni di Massimo d'Azeglio, presidente del Consiglio sardo, e di un onesto compagno d'esilio, Paolo Bovi Campeggi, mutilato della mano destra nella difesa di Roma, non aveva nulla in comune con Francesco Carpanetto, al quale, dirà Garibaldi, dovevo, sino dal principio del mio arrivo in Italia in '48, un'infinità di favori e gentilezze .20)
Rimando alle opere già indicate per le vicende di Garibaldi a Gibilterra, Tangeri, Liverpool e New York, ricche di particolari pittoreschi, dei quali il più noto è il suo mutamento da marinaio e soldato in fabbricante di candele con Antonio Meucci, per circoscrivere la ricerca alla identificazione, sia pure approssimativa, del tempo di un suo approdo in Giamaica. Il suo sogno era sempre quello di tornare sul mare. Un giorno però racconta egli stesso nelle Memorie più antiche stanco di far candele, e spinto forse da irrequietezza naturale ed abituale uscii di casa nel proposito di mutar mestiere. Mi rammentavo d'essere stato piuttosto buono nella marina, conoscevo qualche parola d'inglese, e mi avviai sul litorale dell'Isola, ove scorgevo alcuni bareni di cabotaggio . Ma ad ogni sua domanda d'esser imbarcato come marinaio o, addirittura, d'esser utilizzato, come scaricatore, fu risposto soltanto con un rifiuto.a
l9> Le Memorie di Garibaldi in una delle redazioni anteriori alla definitiva del 1872, Bologna, Cappelli, 1932, pp. 219-227 (Edizione nazionale degli scritti di Giuseppe Garibaldi a cura della Reale Commissione, voi. I); Le Memorie di Garibaldi nella redazione definitiva del 1872, ivi, 1932, pp. 326-339 (Edizione nazionale ecc., voi. II).
2) GUERZONI, op. cit., p. 397; su Paolo Bovi Campeggi e le sue preoccupazioni, ved. ALBERTO M. GHISALBBBTI. Noterella garibaldina; Tangeri, in Rassegna storica del Risorgimento, a. X (1923), pp. 880-885; con qualche aggiunta, in Uomini e cose del Risorgimento, Roma, Cremonese, 1936, pp. 195-199.
2*) Memorie cit., p. 220. Nell'ultima redazione, pp. 327-328, precisa, a proposito del terzo rifiuto: Ma non vi chiedo mercede io insisteva. E nulla. Voglio lavorare per