Rassegna storica del Risorgimento
ANTIGARIBALDINISMO FRANCIA 1860-1868; FRANCIA OPINIONE PUBBLICA
anno
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1983
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pagina
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165
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Garibaldi in Giamaica
ricordati non felici tentativi sui molo di Staten Island per ottenere, se non un imbarco, un lavoro qualunque su una nave e le partite di pesca con la tricolorata barca a vela del Meucci, ma, più significativamente, quanto aveva scritto al Car-panetto da Liverpool, alla vigilia di salpare sul pacchetto americano Waterloo, di volersi mettere subito in stato di veleggiare, con grande, o con piccolo legno. Ho comprato libri necessari a riconciliarmi colFantico mio mestiere. Mi pare di valere un marinaio, ancora.24)
E questa riconciliazione s> con il suo antico mestiere sarà continuata anche nei mesi che seguiranno. Ce ne danno testimonianza alcuni documenti di quel fondo Ultime carte di Garibaldi ordinato e presentato con sicura conoscenza e autentica competenza da Emilia Morelli.251 Vi troviamo, infatti, accanto a note di spese del 24 maggio 1851 e del novembre dello stesso anno, la trascrizione di un manuale nautico inglese, con la traduzione italiana, una sommaria indicazione di rotta dal Perù a Canton ecc. Ma ormai siamo già al termine della lunga vicenda, cominciata con l'affettuoso impegno di Francesco Carpa-netto, assecondato dalla generosità di alcuni amici, tra i quali in primo piano i bergamaschi Luigi Piazzoni, Gabriele e Giovan Battista Camozzi, che consentirà a Garibaldi di confermare in lunghi viaggi la sua perizia di navigatore. Si ricordi che, guidando la Carmen, tra il 10 gennaio 1852 e il 24 gennaio 1853 andrà da Callao a Canton, Hong Kong, Amoy e Manilla, costeggerà l'Australia e, dopo il ritorno al porto peruano, ripartirà in zavorra per Valparaiso, toccherà altri porti dal Cile al Perù e arriverà a Boston ai primi di settembre 1853.26)
Durante i mesi di attesa d'un sicuro imbarco, gli amici di Garibaldi avevano temuto che, spinto dal desiderio di agire, egli si lasciasse tentare dalle offerte del generale Pacheco di mettersi ancora una volta alla testa di una Legione italiana a Montevideo. Anche per questo Carpanetto ed altri si erano impegnati a cercargli una occupazione più consona al suo spirito e che non lo togliesse alla causa italiana. In una lettera del 20 aprile a Gabriele Camozzi dello stesso Carpanetto è tracciato un efficace ritratto di chi dopo aver sudato sangue sul campo della libertà, dopo aver sostenuto l'onore italiano, dopo aver umiliato i Francesi e qualche re, e dimostrato agli stranieri quanta virtù possa in cuore italiano t> era ridotto a fabbricar candele di sego . Sdegnato, deplorava amaramente che:
la storia d'Italia vergherà sempre la stessa pagina mille volte ripetuta, ripetuta, ad infamia nostra per lasciare deperire un uomo che tanti servigi prestò e tanto onore ha acquistato al nome italiano. Così fuori che in patria; se fosse egli un giullare, un buffone, un cantante, un eroe di scena, sarebbe ricco, e venerato da tutto il mondo, egli che la virtù decantata sui teatri mette in pratica si lascia perire nell'oblio, nella miseria; vergogna nostra!
24> 27 giugno 1850, in GIUSEPPE GARIBALDI, Scrìtti politici e militari. Ricordi e peri' sieri inediti raccolti su autografi, stampe e manoscritti da Domenico Ciampoli, Roma, Voghera, 1907, p. 64. Edizione molto incompleta, e piena di errori di stampa e di indicazioni sbagliate , dirà NELSON GAY, op. cit. p. 194. Per il viaggio ved. rinformatissimo FOBTINI, op. cil*, p. 126. I pacchetti erano navi a vela discretamente veloci.
25) Per le ricerche di questo fondo, per la sua consistenza e per il suo ordinamento attuale ved. E. MORELLI, / fondi archiviatici del Museo centrale del Risorgimento. XXX/. Ultime certe di Garibaldi, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LX (1973), pp. 281-286. I documenti che ci interessano sono conservati nella B. 932, fase. 8.
uì Per questa avventura marinara di Garibaldi ved. le notizie e le corrispondenze raccolte da G. ANTONUCCI, op. cit., e le opere di NELSON GAY O FOIITINI cit,
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