Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE; IRREDENTISMO; SALMONA AURELIO
anno <1983>   pagina <171>
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Banerjea e Mazzini 299
mentre l'argomento è stato affrontato solo in due brevi articoli, uno di R. K. Das Gupta, 8> ed uno più recente di S. K. Mittal e Gita Srivastava. 9>
Più di una ragione spiega il semi-oblio in cui è caduto il filone mazziniano del movimento nazionale indiano; esso venne rimosso insieme alla fase violenta del nazionalismo militante (1907-1918), che se ne era fatto bene o male porta­voce, dalla linea politica gandhiana.10) Ma il principale motivo è che Mazzini in India fu una figura estremamente idealizzata, che esercitò un'influenza emo­tiva sul clima di fermento culturale della fase di esordio del nazionalismo in­diano, la cui effettiva importanza va al di là di quanto possa emergere dal com­plesso documentario. Ciò risulta con chiarezza dalle memorie politiche di uno dei protagonisti di quegli anni, Bipin Chandra Pai (1858-1932), che, nel capitolo intitolato Birth of our new nationalism , parlando del ruolo esercitato da Surendra Nath Banerjea nella formazione politica della gioventù bengalese, scrisse:
Il messaggio più grande e più ispirato della propaganda iniziale di Surendra Nath fu pronunciato nelle sue conferenze su Giuseppe Mazzini e sul movimento Giovine Italia da lui organizzato. Cominciammo a leggere gli scritti di Mazzini e la storia della Gio­vine Italia. Venimmo anche a conoscenza delle prime organizzazioni per la libertà italiana, in particolare quelle dei Carbonari, con le quali Mazzini stesso si era unito agli im*n della sua carriera di Patriota. I Carbonari erano una società segreta. Essi speravano di conqui­stare la libertà nazionale ricoprendo l'intero paese con una rete di organizzazioni rivolu­zionarie segrete, il cui progetto era liberare la patria dal giogo austriaco, colpendo i gover­nanti austriaci. Gli assassinii segreti erano il principale obiettivo di queste organizzazioni di carbonari. Gradualmente l'intensa coscienza morale di Mazzini si ribellò contro questi metodi vili, presto egli tagliò i legami con i Carbonari. Mazzini scoprì che le organizza­zioni segrete premiavano la viltà morale; ed egli nella sua diagnosi dei mali della nazione aveva rilevato che la mancanza di coraggio morale, di forza di carattere, di prendere ardita­mente le difese dei propri ideali, senza curarsi del prezzo e delle conseguenze possibili, fossero le vere radici della degradazione nazionale e della servitù italiana. I metodi e la politica della Carboneria non potevano assolutamente trovare un rimedio efficace per que­sta malattia morale, per questo Mazzini lasciò i Carbonari e affrontò coraggiosamente le persecuzioni del governo austriaco ... La nuova ispirazione rivelata al giovane Bengala dalla
and politics in India, 1885-1905, Bombay, 1970, p. 91; I. K. YAJNIK, Shyamaji Krishna-varina: life and times of an indian revolutionary, Bombay, 1950, p. 273; D. KEER, Veer Savarkar, Bombay, 1958; 1966, pp. 31-34; EMILY C. BROW, HOT Dayal, Delhi, 1976, pp. 6, 28, 32, 76, 99. Si tratta per lo più di riferimenti isolati, o, è il caso del libro di Vanna, di paragoni tra Mazzini e alcune figure del movimento nazionale indiano.
B; R. K. DAS GUPTA, Mazzini and indian nationalism, in East and West, voi. II, Roma, 1955, pp. 67-70.
S. K. MITTAL e GITA SRIVASTAVA, Mazzini and indian nationalist movement, in Quarterly Review of Historical Studies, Calcutta, voi, XVIII, n. 3 (1978-1979), pp. 145-157. Gli autori di questo articolo, sono interessati ancbe a quanto Mazzini scrisse sugli avvenimenti politici indiani e in generale alla conoscenza di tali avvenimenti in Italia; stranamente essi non citano quello che, a quanto mi risulta, è l'unico scritto esistente su questo argomento: la breve comunicazione di LILIANA DALLE NOGARE, Echoes of 1857 in Jtaly, in P. H. JOSHI (a cura di), Rebettian 1857: A Symposium, Bombay, 1957, pp. 322-331.
10) Gandhi stesso amò molto Mazzini, lo considerava uno dei suoi maestri ideali in­sieme a Ruskin, Tolstoy e Thoreau. Su Fiaflueiua dì Mazzini sui giovani della generazione di Gandhi: cfr. D. G. TENDULKAI, Mahatma. Life of Mohandas Karamchond Gandhi, voi I, Bombay, 1951, p. 14.