Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE; IRREDENTISMO; SALMONA AURELIO
anno
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1983
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pagina
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172
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300
Giuseppe Flora
presentazione della vita di Mazzini e del movimento di liberazione italiano, fatta da Suren-dra Natii, sebbene priva di ogni reale motivo rivoluzionario, o di qualunque piano di segreti attentati come via dell'emancipazione nazionale, guidò molti di noi a formare organizzazioni segrete. A quel tempo la comunità studentesca di Calcutta era un brulicare di tali associazioni. La segretezza ha uno strano fascino per le giovani menti, e questo era il motivo psicologico della nostra simpatia per le società segrete.1'>
Apparentemente l'ispirazione mazziniana di molti nazionalisti indiani sembra poco spiegabile se messa a confronto con altre esperienze politiche che successivamente influenzarono il movimento indiano, quali: Virisi* Home Ride Movementy il nazionalismo giapponese e la Rivoluzione russa. Nei primi due casi sussistevano delle analogie: con il movimento nazionale irlandese c'era una lotta comune in molti punti e dal 1883 era cominciata una serie di contatti diretti, con il nazionalismo giapponese vi era di comune la tematica della rinascita asiatica; la Rivoluzione russa creò in India, come in altri paesi, un'ondata di interesse per le teorie socialiste. Persino la più modesta influenza delle idee anarchiche potrebbe sembrare più sostanziosa, dal momento che alcuni leader indiani ebbero contatti con gli esponenti dell'anarchismo internazionale.12) Tuttavia tra il mazzinianesimo e le tematiche nazionaliste indiane vi erano delle convergenze che furono usate come simbolo e come fattore di propulsione della coscienza politica nazionale indiana. La dimensione spirituale del pensiero politico di Mazzini rendeva particolarmente congeniale all'intelligenza indiana le
n) B. C. PAL, Memories of my life and times, voli., Calcutta, 1932, voi. I, pp. 245-247. L'evoluzione politica di Bipin diandra Pai riflette emblematicamente le trasformazioni del movimento nazionale indiano di quegli anni. Nato vicino a Sylhet (nell'attuale Bangla-Desh) in una famiglia di Kayasth (casta di letterati e burocrati) di fede vishnuita, Pai si legò in gioventù alla setta teistica riformista, Brahmo Samaj; in quegli ambienti conobbe Banerjea ed altri liberali moderati a cui si associò nei primi anni '80. Nel 1887 partecipò alla terza sessione annuale del Congresso Nazionale Indiano, dove sollevò la questione della difficile condizione dei lavoratori delle piantagioni di té in Assam. Tra il 1898 e il 1900 viaggiò in Inghilterra e in U.S.A. dove tenne conferenze sull'induismo. Nel 1906 fu uno dei fondatori del gruppo del Bande Mataram e fu con essi inquisito ai tempi del Bande Mataram sedition case ; fu condannato a 6 mesi nel febbraio 1908, per aver rifiutato di testimoniare contro Aurobindo Ghose; partì per l'Inghilterra dove rimase tre anni; si associò gìVIndian Home Rute Movement di Bai Gangadhar Tilak e della teosofa Annie Besant (1847-1933). Nel 1916 fu tra i critici del patto di Lucknow tra il Congresso e il Movimento Musulmano per il Cabrato; nel '20, ostile alla direzione gandhiana del Congresso, si ritirò dalla scena politica.
12) n nazionalista indiano più interessato al pensiero anarchico fu probabilmente Har Dayal (1884-1939), che quando era studente ad Oxford andò a visitare Kropotkin, allora in Inghilterra (cfr. EMILY C. BROWN, op. ci*., p. 21) e successivamente ebbe contatti in America con Emma Goldman, come risulta da un rapporto della polizia inglese a Indiana on the Pacific coast (N.A.I. Home Poi. 62-66 B. Nov. 1913). L'interesse della Goldman per l'India era già a conoscenza della polizia inglese dai tempi del suo fallito tentativo di visitare il paese, mi riferisco al documento a Proposed deportation under the foreigners act HI of 1864 of Emma Goldman, an anarchisi lecturer, who is reported to be visiting India (N.A.I. Home Poi., 19-21B. lune 1909). Comunque Har Dayal, complessa figura politica e culturale, non era anarchico, né lo erano i gruppi terroristici bengalesi e Biharì così sbrigativamente denominati da Sia V. CHIROL nel suo IndUm Unrest, Delhi, 1910. Circa l'inadeguatezza del termine si era pronunciato anche Sir C. R. Cleveland nel suo rapporto Note by the director, Criminal Intelligence, on sedition (N.A.I. Home Poi. Pari. A. Aprii 1910).