Rassegna storica del Risorgimento
LETTERE AL DIRETTORE
anno
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1983
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pagina
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174
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302
Giuseppe Flora
era venata da un profondo criticismo. La generazione di giovani intellettuali ohe diede vita a nuovi circuiti culturali e politici era imbevuta di cultura inglese, ma ammirava soprattutto i principi costituzionali e parlamentari; l'autocratico governo degli inglesi in India, che si guardava bene dalTapplicare quei principi alla situazione coloniale, veniva quindi accusato di essere non-inglese (un-british). 17>
Gli attivi rappresentanti del nuovo ceto medio chiedevano una più ampia partecipazione politica; la creazione di istituti rappresentativi era per essi un obiettivo a medio o lungo termine, il loro obiettivo immediato era l'apertura agli Indiani dei ranghi più esclusivi della burocrazia anglo indiana.
Nell'India britannica la burocrazia era la chiave di volta del potere, anche se i vertici politici erano costituiti dalle tre cariche alle quali si accedeva per nomina del Parlamento inglese: Governatore Generale (o Viceré), Governatore della Presidenza di Bombay, Governatore della Presidenza di Madras, su di essi l'esperienza dei quadri superiori dell'amministrazione pesava in maniera determinante. L'India Office cercò con ogni mezzo di ostacolare l'accesso degli Indiani ai ruoli direttivi dell' Indian Civil Service, quelli del Convenanted C. S. (da covenant, contratto pubblico, che regolava la posizione dei funzionari), dai quali in linea di principio essi non erano esclusi, dal momento che dal 1853 si accedeva tramite concorsi pubblici e che i titoli di studio indiani erano equipollenti a quelli inglesi. Una prima difficoltà era costituita dal fatto che i concorsi dell'India Office si tenevano a Londra, e non molti indiani potevano sostenere le spese del viaggio e del soggiorno necessario alla preparazione; quei pochi dovevano misurarsi con la severità, spesso ositle, delle commissioni. A questo scoglio iniziale si aggiunsero delle norme restrittive, concepite per rendere sempre più difficile la partecipazione indiana ai concorsi: nel 1865 il limite di età dei candidati fu fissato a ventuno anni, nel 1876 fu abbassato a diciannove.1S)
La nuova riforma del regolamento dei concorsi, a cui fece seguito un quadriennio di provvedimenti impopolari sotto l'amministrazione di Lord Lytton (1831-1891), Viceré dal 1876 al 1880, produsse un'ondata di agitazioni senza precedenti in tutti i maggiori centri dell'India britannica. Queste agitazioni segnarono la nascita del movimento nazionale indiano, perché per la prima volta su tutto il territorio nazionale la tutela degli interessi indiani veniva contrapposta al potere coloniale, sia pure in un confronto dai toni non radicali. Tuttavia questo movimento era nazionale solo per grandi linee, le sue iniziative erano portate avanti a livello locale da associazioni che elaboravano autonomamente i loro programmi, le divisioni linguistiche, etniche, religiose, castali e sociali in-
W) L'accusa di inosservanza degli ideali costituzionali fu lanciata al governo angloindiano dagli esponenti della teoria economica nazionalistica indiana, i quali accusavano più in generale il regime britannico di tradire gli ideali di progresso e di benessere dell'India ad esclusivo vantaggio dell'Inghilterra. Il continuo drenaggio di ricchezze dall'India ne impediva lo sviluppo economico: questo assunto fu alla base della Drain Thcory , coniata da Bholonafh Chandra nei suoi articoli apparsi dal 1873 al 1876 sulla Mookerjee's Moganne di Calcutta, la rivista di Sambhu Chandra Muklierjee (1839-1894) fondata nel 1861 e chiusa nei 1876, e in seguito popolarlzzata da Dadabhai Naoroji nei suoi due famosi libri: The poverly of India* London, 1888 e Poverty and un-british rute in India, London, 1901.
J8) Come conseguenza si pensi ohe nel 1887 su 890 funzionari del Covenantcd Civil Service solo 16 erano Indiani. Cfir. A. SEAL, OD. citH pp. 3-5, 116-119, 361-362.