Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <183>
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Banerjea e Mazzini
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genere le sale erano colme di studenti, alcuni destinati a diventare personaggi di primo piano, come lo Swami Vivekananda (1863-1902).42)
Come ho detto in precedenza, per gli intenti politici di Banerjea la confe­renza su Mazzini ricopriva un ruolo particolarmente importante, ma fu sua cura temperare l'esempio rivoluzionario mazziniano con il suo liberalismo moderato:
Gli scritti di Mazzini ebbero su di me un profondo effetto. La purezza del suo patriot­tismo, la nobiltà dei suoi ideali, il suo amore universale per l'umanità, espressi con il vero linguaggio del cuore, mi commossero come mai prima ero stato commosso. Eliminai i suoi insegnamenti rivoluzionari, giudicandoli inadatti alle circostanze indiane e funesti per il loro normale sviluppo sulle linee di un progresso ordinato e pacifico; ma cercai d'in­fondere, con tutta l'enfasi possibile, le durevoli lezioni della sua nobile vita, spesa per il bene degli altri, il suo grande patriottismo, la sua auto-abnegazione, e la sua devozione eroica per l'interesse dell'umanità. Fu Mazzini, l'incarnazione delle forze morali più alte nell'arena politica Mazzini, l'apostolo dell'unità italiana, l'amico del genere umano, che io presentai alla gioventù del Bengala. Mazzini aveva insegnato l'unità Italiana. Noi vole­vamo Punita Indiana. Mazzini aveva operato tramite i giovani. Io volevo che i giovani bengalesi realizzassero le loro capacità potenziali e si preparassero ad agire per la salvezza del loro paese, ma su basi costituzionali. Tenni delle conferenze su Mazzini, ma ebbi cura di raccomandare ai giovani di ripudiare i suoi ideali rivoluzionari, e di adottare il suo spirito di auto-sacrificio e di devozione su sentieri dello sviluppo costituzionale. 43)
Come si vedrà dal testo in appendice, Banerjea in quanto a enfasi non scherzava, in ogni caso gli effetti della sua conferenza andarono al di là del suo uditorio, e raggiunsero anche coloro che lessero semplicemente il testo nella prima edizione dei suoi scritti (si veda la nota 1), come testimonia Lajpat Rai, successivo autore delle biografie di Mazzini e Garibaldi in urdù, che in un brano autobiografico ricorda:
... In quel periodo mi capitò di trovare per caso i discorsi in inglese di Babu Suren-dra Nath Banerjea. Tra essi c'era il suo discorso su Giuseppe Mazzini, che mi ha commosso fino alle lacrime le molte volte che l'ho letto. Fece una profonda impressione sul mio giovane cuore, decisi che per tutta la vita avrei seguito gli insegnamenti di Mazzini e avrei servito il mio paese. Feci di Mazzini il mio Guru e, fino ad oggi, egli ha continuato ad esserlo. 44)
La principale ragione di una simile reazione emotiva sta nel fatto che Banerjea aveva tracciato un ritratto di Mazzini, fatto su misura per il suo pub­blico indiano.
In questo primo documento dell'influenza mazziniana sul nazionalismo indiano, dalle pirotecnie verbali un po' ingenue di Surendra Nath, esce fuori un'immagine estremamentae idealizzata di Giuseppe Mazzini. Vi sono innanzi­tutto alcune inesattezze, di cui la più sostanziale è certamente quella di aver visto l'Unità d'Italia come il prodotto della teoria e della pratica mazziniana, quando invece Mazzini fu uno dei grandi emarginati al momento della realiz­zazione di molte delle sue idee del 1831, e di aver profilato il movimento nazio­nale italiano in un immaginario aspetto unitario e armonico. Questo errore si ritroverà anche nelle successive opere indiane su Mazzini.
42) Cfr. S. N. BANEKJEA, A Nailon, cil., p. 35.
43) Ivi, p. 43.
44) Cfr. V. C. JOSHI (a cura di), Lajpat Rai-autobiographical writings, New Delhi,
1965, p. 81.