Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <186>
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Giuseppe Flora
periose. Anche un altro fratello, Lord Cowley, fu un uomo di grande abilità. Fu accreditato ambasciatore inglese alla corte delle Tuileries, e seppe assolvere i suoi delicati compiti con soddisfazione e favore.
Passando ora dal Duca di Wellington al suo grande antagonista, Napoleone, troviamo quell'uomo straordinario enormemente in debito con sua madre per la sua futura importanza. Si narra che, nei suoi ultimi tormentati giorni sul nudo scoglio di S. Elena, egli abbia confessato al Dr. O'Meara, suo medico privato, che quel successo ottenuto in vita, che aveva un tempo sorpreso e meravigliato 1 Europa, egli lo doveva principalmente alla madre. Tutti noi sappiamo quale grande e benefica influenza abbia esercitato la madre di Alfred sulla mente del suo giovane figlio. Si dice che la madre di Sir Walter Scott abbia allo stesso modo concorso a formare la mente del grande romanziere e poeta.
Quindi, da tutti gli esempi precedenti, la conclusione che le madri eserci­tano un'influenza grande, profonda e lungimirante sulle menti dei loro figli diventa inconfutabile. Allora non ci troviamo qui provvisti di un argomento po­tente a sostegno dell'istruzione femminile? In tutti i casi è del tutto chiaro che i sostenitori della istruzione femminile non sono degli entusiasti sognatori, o degli inutili speculatori non sorretti dai fatti. I fatti della storia, le biografie dei grandi uomini, tutto parla dell'importanza di istruire le menti delle donne. Ed è con questi argomenti che oso dire che la questione del progresso nazionale dipende intimamente dalla questione del progresso femminile, e che se desideriamo ve­dere il nostro paese grande e prospero, dobbiamo cominciare a dirigere i nostri sforzi a sollevare la condizione delle nostre donne.
Signori, passando ora da questa digressione, fissiamo la nostra attenzione sui primi anni di vita di Giuseppe Mazzini. Fin da allora fu evidente per coloro che gli erano vicini che egli possedeva un animo profondamente sensibile, e molti episodi toccanti sono narrati in merito. Ne riferirò uno solo, in quanto tipico. Quando Mazzini aveva solo sei anni, capitò che uscisse a passeggiare con sua madre. Mentre camminava avanti, fu attratto dalla vista di un mendicante, che stava seduto sugli scalini di una chiesa. Questo spettacolo di miseria umana fece un'impressione cosi profonda sulla mente del fanciullo, che egli si fermò davanti alla chiesa immobile, come paralizzato. Sua madre, sospettando che la vista del mendicante lo avesse spaventato, lo prese e lo condusse via. Ma non avevano fatto che pochi passi, quando Mazzini si staccò dalla madre, andò cor­rendo nelle braccia del mendicante, lo strinse con calore, dicendo dagli qual­cosa, mamma, dagli qualcosa. Il vecchio ricambiò le carezze del bambino, e rivolgendosi a sua madre disse: Signora, voglia molto bene al bambino, perché egli vorrà bene al popolo .
Si racconta che la vita politica di Giuseppe Mazzini sia cominciata la prima doménica dell'aprile 1821. Quel giorno, mentre era come al solito fuori con sua madre, si presentò ai suoi occhi lo spettacolo di una profonda mestizia. Vide un gruppo di rifugiati italiani, riuniti vicino alla Strada Nuova di Genova, e ri­dotti all'estrema povertà e rovina. Si erano sollevati in armi contro uno dei cor­rotti governi d'Italia, erano stati sconfitti ed ora erano in cerca di un asilo in un paese lontano, oltre il mare, dove poter stare al riparo dalla vendetta dei loro nemici vittoriosi e dove poter dimenticare, tra nuove scene e nuovi legami, i dolori della loro amata patria. La "vista dei patrioti italiani all'estremo della miseria sconvolse la mente del giovane Mazzini, e da quel giorno egli decise di dedicare la sua vita e le sue energie alla salvezza del suo paese. Giovane com era, una volta formatasi questa risoluzione, egli la portò avanti in mezzo a prove e sofferenze.