Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno
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1983
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pagina
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193
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Banerjea e Mazzini 321
Roma del Popolo, per propagare le sue opinioni. La morte lo raggiunse mentre era impegnato in questo lavoro. Morì di pleurite a Pisa il 10 marzo 1872.
Così morì Mazzini, eroe dell'unità e dell'indipendenza italiana. Signori, vi devo le mie scuse per il modo in cui ho trattato questo grande argomento non posso certo vantarmi di essere riuscito a presentarvi i molti nobili tratti della personalità di questo grande uomo. La sua vita fu sconvolta da dolori, prove e sofferenze, ma fu una vita di lavoro incessante e prodigo per il bene dei suoi connazionali e dell'umanità. Molti di noi forse, dopo aver tenuto una conferenza ad un raduno pubblico, o aver partecipato a una assemblea, o aver versato una sottoscrizione, sono inclini a considerarsi dei patrioti. Vorrei chiedere a questi signori di venire avanti e di confrontarsi con Mazzini, di paragonare il loro amore per l'umanità con il suo, il loro patriottismo con il suo, il loro spirito di sacrificio con il suo, e poi, se vogliono, chiamarsi patrioti. La vita di Mazzini ci insegna nel modo più incisivo il grande dovere del sacrificio di sé; se desideriamo vedere il nostro paese grande e prospero, impariamo questa lezione ai piedi dell'apostolo dell'unità italiana. Impariamo ad amare la nostra terra con l'altruismo con cui Mazzini amò l'Italia. Impariamo a dimenticare il nostro io davanti agli interessi della patria. Certo non posso credere che voi manchiate del tutto di spirito di sacrificio; devo intendere che i connazionali di Sakyamuni, di colui che rifiutò la gloria di un trono per diventare l'apostolo dell'umanità, manchino di quello spirito? Non posso e non voglio crederlo. Penso che in noi ci siano i resti del fuoco di questo potere celeste, e che, con il progredire della conoscenza e delle nostre capacità, essi si riaccenderanno con uno splendore dieci volte superiore e ci guideranno verso tentativi eroici e gesti nobili. L'opera di Mazzini ci insegna l'importanza delle associazioni politiche e come tali associazioni debbano funzionare per assicurare il massimo dei benefìci possibili. Mazzini fu il fondatore di numerose associazioni: la Giovine Italia, la Giovine Europa e altre che non ho menzionato.
Signori, mi azzardo a pronunciare un'asserzione generale riguardo ai doveri delle associazioni politiche: credo che il loro compito sia più quello di istruire l'opinione pubblica sulle questioni importanti del giorno, che non quello di presentare petizioni ai governi in ogni occasione concepibile. Signori, temo che nessuna delle associazioni politiche di questo paese aspiri a realizzare questo grande obiettivo con l'energia necessaria. Desidero parlare delle nostre organizzazioni politiche con rispetto: in particolare della British Indian Asso-ciation desidero parlare con il più alto rispetto. Nessun indiano può essere indifferente ai molti vantaggi conferiti al paese da questo organismo; nessun indiano può ignorare che è stata la British Indian Association a stimolare per prima l'attività politica popolare in questa parte dell'India. Ma allo stesso tempo sono costretto a sottolineare il fatto che tale associazione non è organizzata per svolgere questo importante compito, cioè creare una sana opinione pubblica. Non vogliamo tante associazioni politiche il cui solo interesse sia ammucchiare una carrettata di petizioni sul capo dei nostri funzionari governativi; fondiamo, al contrario, associazioni sul modello della Catholic Association di Daniel O'Connel. Come fece il grande liberatore irlandese a estorcere a un parlamento e a un ministro maldisposti il dono del Catholic Emancipation Bill? Non fu certamente invadendo il parlamento di petizioni, bensì creando nei suoi connazionali un sentimento vivo a favore del progetto di legge. Facciamo sì che le nostre associazioni si pongano seriamente il compito di istruire l'opinione pubblica; sarà allora che suppliranno ad una reale mancanza e sbrigheranno un importante impegno pubblico.
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