Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno
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1983
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pagina
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194
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322
Giuseppe Flora
Signori, Mazzini visse e morì per l'unità italiana. Egli giudicò che l'Italia non sarebbe stata mai grande, a meno che le differenti popolazioni italiane non venissero unite da nazionalità e istituzioni comuni. Come possiamo non vedere in ciò una guida e un insegnamento? Sarà possibile una grandezza indiana se non saremo uniti completamente in una massa compatta? Se la questione di unire le varie nazionalità dell'India può sembrare chimerica, perché non proviamo almeno a stabilire legami di comprensione, amicizia e amore fraterno tra le varie razze che vivono in questo vasto continente? Bengalesi, Madrasi, Mahrati, gente del Punjab, di Oudh, dell'India Centrale, non sono tutti fratelli? Perché allora dovrebbe essere così difficile stabilire tra loro quei sentimenti di armonia che la natura ha preordinato? Signori, impariamo ad essere sensibili ai dolori e alle pene del nostro fratello. Se la sciagura raggiunge il madrasi, il mahrati o il punjabi, fratelli diamo loro una mano solidale e amica! E quando tutta l'India sarà legata da questa nobile catena di amore, stima e comprensione, il giorno della grandezza indiana non sarà lontano. Io ho un suggerimento da fare. Tra noi esiste un'istituzione utile, la Hindu Mela (Unione Hindu).4) Perché nou chiamarla Indian Mela? Perché non cambiamo il suo carattere e non ampliamo il suo campo di azione, chiedendo ai rappresentanti delle diverse Presidenze di incontrarci una volta all'anno? Avremmo fatto un passo avanti verso quei legami di amicizia, che dovrebbero esistere tra le diverse Province.
Ma se non possiamo portarci oltre i confini del Bengala, perché non ci sforziamo di costruire un legame di solidarietà tra le varie sezioni della nostra comunità? Si può dire che tra loro esistano dei buoni rapporti? Non è una pratica troppo frequente tra i seguaci del Brahmo Samaj quella di ingiuriare gli scettici, e, tra gli scettici, quella di ingiuriare il Brahmo Samaj? Non troviamo di continuo Hindu e Musulmani impegnati in polemiche e recriminazioni? Basta con questi insulti e queste dispute! Hindu, Musulmani, Brahmo, Cristiani e scettici, imparate tutti ad assorbire le vostre differenze e, in nome di una terra comune, arruolatevi sotto le insegne della religione della patria! Dimostratevi fedeli alla bandiera di questa nobile religione, e su di voi scenderanno le innumerevoli benedizioni delle generazioni future.
Ma queste non sono le uniche cose che il grande apostolo dell'unità italiana ci insegna, e per le quali visse e morì. Mazzini ci insegna anche ad avere fiducia in noi stessi. Non è un'importante lezione pratica? Sono fermamente convinto, Signori, che, se mai l'India sarà grande e prospera, lo sarà solo grazie alle proprie risorse. Sono contento di vedere che qualcosa abbiamo già appreso; cos'è mai il progetto del Dr. Sircar, la fondazione di una società scientifica, se non l'attuazione del principio della fiducia in se stessi? Auspichiamo un veloce inizio di questa istituzione, non solo perché sarà un tempio della scienza, degno sotto tutti gli aspetti, del suo eminente ideatore, che incoraggerà gli studi scientifici in questo paese, ma anche perché sarà un'istituzione indigena, concepita da un indiano, sostenuta e diretta da indiani. Il Dr. Sircar ha sistematicamente evitato l'aiuto governativo, e, se Sir Richard Tempie si è fatto avanti per aiutare l'istituzione con la sua nobile munificenza, più grande è il credito dovutogli. Proprio perché la Science Associaiion del Dr. Sircar sarà un istituto indigeno, merita il nostro sostegno e la nostra partecipazione.
Abbiamo imparato la nostra prima lezione di auto-soccorso, se continue-
') Fondata da Naba Gopal Mitra (1842-1894); in seguito fu anche chiamata Jatiya Mela (Unione Nazionale).