Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <195>
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Banerjea e Mazzini
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remo ad avanzare in questa direzione, come abbiamo fatto in questi ultimi anni, oso predire l'alba di un giorno glorioso per l'India. Cerchiamo di avere fede nell'avvenire del nostro paese e nel destino illustre che ha in serbo. Temo che sia una pratica frequente dei nostri patrioti superficiali congiungere le mani per non fare niente, rivestirsi di un velo impenetrabile di apatia e indolenza, perché in verità > l'India deve restare decaduta ora e sempre. Io dico che costoro sono dei traditori, dei nemici del loro paese. Possa l'esecrazione dei loro con­nazionali essere il loro destino! Si sono mai presi l'incomodo di studiare la storia della loro terra? Vijaya Singh, bengalese, figlio maggiore di un re del Bengala, non conquistò forse Ceylon? Non era bengalese Panduvasa, il fonda­tore della dinastia regnante di Ceylon? I Bengalesi non erano ammirati per il loro coraggio e per le loro imprese marittime? E nell'antichità il Bengala non era ben noto nei documenti commerciali? E Tamluk non era la grande città por­tuale dalla quale il viaggiatore cinese Fah-Hian era partito, per far ritorno alla sua terra su un vascello bengalese? Chiedo a coloro che disperano del futuro del loro paese di meditare a fondo su questi fatti, e di abbandonare, se possono, la loro disperazione. Ma perché dovrei confinarmi nei limiti del Bengala? Perché non spostarmi nella sede degli antichi Ariani? Lasciatemi vagare tra le reliquie consacrate dei nostri padri. I nostri antenati ariani non erano grandi nelle lettere, nella scienza, nella guerra e nella morale? Chi vorrà dirmi che il paese di Valmiki, di Vyasa, di Goutama, di Sankar Acharya, di Panini e di Patanjali dovrà per sempre rimanere nell'abisso della sua degradazione presente? Se la semplice menzione di questi celebri e immortali personaggi fa vibrare una corda nei nostri cuori, la fiera consapevolezza che una parte del loro nobile sangue scorre nelle nostre vene non ci ispirerà l'amor di patria, l'amore per la verità, per ogni cosa grande, nobile e sublime della natura umana? Discendenti degli antichi Ariani d'India! Non vi sentite degni della vostra stirpe, del vostro illustre nome? Signori, avrei studiato la storia invano, se non fossi in grado di predire un grande avvenire per il mio paese. Non potremo vivere tanto da vedere quel giorno, ma lavoriamo insieme in armonia, per depositare la pietra di fondazione della grandezza indiana.