Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <204>
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Libri e periodici
GIORGIO ASPRONI, Compendio di storia della Sardegna dai primi abitatori al 1773, a cura di TITO ORHÙ (Collectanea caralitana, 7); Milano, Giuffrè, 1981, in 8, pp. XIV-208. L. 10.000.
Chi ha avuto modo di interessarsi ai tre volumi del Diario politico di Giorgio Asproni a tut foggi pubblicati e già recensiti sulle pagine di questa Rassegna non può fare certa­mente a meno di gustare anche questo compendio di storia sarda che, per gentile conces­sione del conte Enrico Dolfin Asproni, vede la luce a più di un secolo dalla sua stesura.
Il taglio del libro, la ricchezza di toni appassionanti e appassionati, gli spunti inte­ressanti sulle travagliate tradizioni isolane e le annotazioni spregiudicate e aspre non ne fanno un rifacimento sic et simpUciter della più nota storia di Giuseppe Manno, apprezzato storico sardo e stimato funzionario di Carlo Felice e dei suoi successori, che oltretutto, specie negli ultimi capitoli relativi alla signoria sabauda, <c assume le larghe forme del­l'elogio (p. 165).
L'Asproni, dopo brevissimi cenni sui primi abitatori e sulla civiltà nuragica, muove verso il dramma di questa sua isola infelice che visse guerre, pestilenze e carestie, dove <c Romani, Cartaginesi, Orientali... Spagnoli, Austriaci... passarono sopra come uragano violento ... (p, 103), ma tutti si accomodavano , mentre al popolo rimanevano tributi, péne e affanni di ribadite catene...: pel noi non v'ha middori sia vincidori o vintu o rància Filippu Quintu-o-Carulu imperadori (p. 140).
Così l'isola passò da una dominazione all'altra e, in cauda venenum, ad essa i Pie­montesi dovevan dare il colpo di grazia (p. 147).
Il compendio, cosi intessuto, non va oltre il 1773, anno che chiude un periodo denso di speranze e di innovazioni per la Sardegna grazie all'opera di G. B. Lorenzo Bogino, valente ministro di Carlo Emanuele III, che quantunque sapesse anch'egli di piemonte-sismo fu autore di... opere laudabili e degno che passi nella riconoscente memoria dei posteri (p. 188).
Termina qui il libro di Giorgio Asproni che ancora una volta si conferma non solo irriducibile antipiemontesista ma anche personaggio di grande sensibilità umana e di ar­dente passione politica; e il compendio, prezioso documento di un uomo e di un'epoca, può essere giustamente valutato unicamente se lo si considera per quello che sostanzial­mente è: una testimonianza di fede e di speranza per l'isola natia e a ce prò' della gio­ventù e dei pigri che non si curano di studiare i lunghi dolori e le brevissime gioie della patria, per il bene e avviamento al meglio (p. V).
Gli appunti del Diario di Giovanni Lavagna, magistrato in Cagliari, sugli avveni­menti sardi tra '700 e '800 e i cenni di storia della Sardegna nel Diario Asproni comple­tano il testo in appendice.
ANTONIO ROSSILLI
GIGLIOLA PACANO DE DTVTTIIS, Il napoletano Palazzo di Venezia. Introduzione di Giuseppe Galasso; Napoli, Grimaldi e Cicerano, 1980, in 8, pp. 138. S.p.
Segnaliamo il presente volume che descrive la residenza degli ambasciatori e diplo­matici della Repubblica di Venezia a Napoli, e compie inoltre anche frequenti rinvìi alla politica veneziana del '600-'700; dal momento che la Repubblica era interessata alla potenza che controllava la <t sponda cristiana all'uscita dell'Adriatico, Napoli diventa un centro di osservazione di prim'ordine. Seguendo le fasi dei restauri e rifacimenti del palazzo, sede di oratori e di consoli, la Pagano offre una diligente illustrazione delle strut­ture architettoniche, delle perizie compiute, dei lavori eseguiti tra la fine del '600 e il primo '700 in specie, nel quadro delle vicende politico-diplomatiche del tempo. Passato all'Austria dopo Campoformio e il Congresso di Vienna, il palazzo napoletano di Venezia venne messo in vendita dal Governo austriaco nel 1816 ed acquistato dal giurista Gaspare Capone, che si aggiudicò il palazzo per 10.350 ducati, trasformandolo in privato da pub­blico edificio della Serenissima. Molteplici documenti in appendice, illustrazioni, piante,