Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno
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1983
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pagina
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208
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336
Libri e periodici
Rimini e San Marino (il Dipartimento del Rubicone), e procede cronologicamente e logicamente dal dominio francese sulle Romagne (1797-1814), e affronta i due anni caotici (1814-1816) del dominio napoleonico e della Restaurazione Pontificia, e poi il periodo prefilatelico (1816-1851) che comprende le rivoluzioni del 1831 e la Repubblica Romana del 1849. Segue poi il periodo filatelico (1852-1859), poi il biennio 1859-1860 nel quale il Governo delle Romagne risolve senza logomachie parlamentari e senza cazzotti sindacali i suoi problemi, e fino a quando nasce e vive il Regno d'Italia (1861-1890), ed il servizio postale si sviluppa debitamente, e si creano i servizi di colletteria rurale.
Il servizio postale nella Repubblica di San Marino nel sec. XIX ha meritato, per le sue caratteristiche, un capitolo a parte.
Ma quel che ci preme di notare è che l'A. pur rimanendo nel territorio da lui prescelto, spazia assai più lontano, quasi in ogni parte della penisola, poiché sente l'opportunità e la necessità di confronti, di illustrazioni e considerazioni su quelle varietà locali che conducono all'unità nazionale. Un prezioso Catalogo illustrato dei bolli e degli annullamenti chiude il libro, dal quale abbiamo appreso che le Foste col loro tran tran, e col loro fanalino di coda, hanno contribuito a tracciare e ad illuminare la strada che aveva per meta l'Unità d'Italia.
PIERO ZAMA
GIOVANNA TREVISAN, Proprietà e impresa nella campagna padovana all'inizio dell'Ottocento (Collana di studi storici, sociali ed economici sul Veneto, n. 1); Venezia, Regione Veneto, 1980, in 8, pp. 114. L. 3.000.
Sulla scia dei lavori di Berengo, Scarpa, Zalin ecc., costruiti su larga base documentaria, si pone anche il presente volume relativo al Padovano del primo '800 che utilizza le Notifiche (conservate presso l'Archivio di Stato di Venezia), redatte e presentate da tutti i possessori di beni immobili, a seguito del nuovo censo realizzato dal governo austriaco dopo Campoformio nella terraferma veneta fino al Mincio (1804-1805); arricchito di tabelle, appendici e illustrazioni, il volume è suddiviso in vari capitoli concernenti il territorio, il regime fondiario, la rendita e gli oneri reali, le forme di conduzione ecc., ed offre un panorama completo della provincia padovana, secondo la superficie di 180.906 ettari in base allo spoglio delle Notifiche.
Su di un totale di 12.956 notifiche (per n. 41.321 aziende), le ditte intestate a nobili (n. 896) coprivano oltre 89.000 ettari di superficie (di cui oltre 57.000 erano di patrizi veneti), le ditte intestate a privati non nobili (n. 11.602) coprivano una superficie di quasi 68.000 ettari, mentre gli enti ecclasiastici (n. 344) avevano proprietà per 16.979 ettari, e gli enti civili (n. 79) e gli enti pubblici (n. 35) avevano rispettivamente proprietà per 3.335 e 3.038 ettari. Essendo la rendita censuaria determinata dal canone dominicale nei contratti di locazione o parziali e dal ricavo netto nella conduzione diretta o jn economia, con le notifiche venne accertata una rendita di 11.997.378 lire venete, di cui il 47,6 dei nobili, il 45,7 dei privati non nobili, ed il rimanente degli enti, con rendite differenti rispetto alla zona agraria, alla forma di conduzione o alla classe di ampiezza dei possessi; si tenga conto poi della incidenza sulla rendita di livelli, decime e quartesi. Per quanto concerne le forme di conduzione è da dire che (a parte la mezzadria o partizione, scarsamente rappresentata nel padovano), quella diretta interessava 11.870 aziende (su di una superficie di 88.000 ettari), mentre le 29.417 aziende in affitto (con fitto in danaro, generi o forme miste) riguardavano 141.000 ettari; se la conduzione diretta (con mano d'opera salariata) trovava la sua più. consistente espressione nelle proprietà dei privati non nobili, l'affitto che interessava il 78 della superficie censita riguardava la quasi totalità delle terre intestate a nobili e a enti religiosi: ce Quando ai prenda concretamente in esame la composizione del canone, risulta che gli affitti w a denaro n, in numero di 13.1.89, si estendevano complessivamente su circa 53.000 ettari (37,3 ), quella a " generi * meno numerosi (4.868), superavano 13 mila ettari (9,7 ), ì tipi u misti " in numero di 11.360 rappresentavano infine il 53 della totale superficie