Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <209>
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Libri e periodici
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ceduta m affitto (p. 57). E, ovviamente, i canoni corrisposti, per ogni campo erano in relazione alla dimensione, alla fertilità dei poderi, alla lontananza dai centri abitati, alla presenza o meno della casa, di piantagioni legnose, del pericolo di innondazioni ecc.
RENATO GIUSTI
ALESSANDRO GALANTE GARRONE, Salvemini e Massóni. In appendice: Lesioni inedite di Salvemini (Biblioteca di cultura contemporanea, CXLÓI); Messina-Firenze, Casa editrice G. D'Anna, 1981, in 8, pp. 516. L. 11.500.
Un volume sulla giovinezza di Mazzini, o più precisamente sul periodo tra il 1827 e il 1836 considerato come fondamentale per la formazione e la maturazione del pen­siero del repubblicano genovese, un volume tante volte progettato, impostato, discusso, perfino desiderato con sottile senso di frustrazione e purtroppo mai scritto, è il filo con-duttore che mette Alessandro Galante Garrone nella condizione di ripercorrere a ritroso, con l'appoggio di una sostanziosa documentazione e, soprattutto, sulla base di una pro­fonda conoscenza dei movimenti rivoluzionari europei, il proprio rapporto con l'opera storica di Gaetano Salvemini, ce Conobbi Salvemini nel 1947, quando, di passaggio a Torino, volle conoscere gli uomini della resistenza piemontese , racconta Galante Gar­rone (p. 9) che all'epoca aveva da poco pubblicato il suo primo lavoro su Buonarroti e Babeuf e che, da quell'incontro e dalla successiva corrispondenza, ricevette l'incitamento a proseguire le sue ricerche sui movimenti democratici e rivoluzionari dell'Europa della Restaurazione in modo da arrivare da questo versante alla conoscenza del pensiero di Mazzini e della cultura politica di cui quel pensiero si era nutrito prima di formarsi compiutamente.
Voleva essere, per Salvemini, un ideale passaggio delle consegne; Galante Garrone più. di una volta provò a spingerlo a riprendere in mano il vecchio progetto promettendo da parte sua tutto l'aiuto possibile (p. 11), e in qualche momento parve che Salvemini colesse dargli ascolto; ma gli anni ormai pesavano e le forze venivano meno: alla fine del 1953 il lavoro sulla giovinezza di Mazzini, al quale nel passato era andata tanta parte della sua riflessione di storico dell'Italia pre e post-unitaria, era ormai a un sogno che non si realizzerà (p. 14). Idee, appunti, abbozzi, documentazione, venivano allora lasciati a Galante Garrone perché fosse lui a realizzare l'opera (e chiaramente per il Salvemini della vecchiaia trattare un argomento come la formazione di Mazzini, più e oltre che una questione di capacità tecniche e professionali era una questione di tempra e rettitudine morale, e certo colui che raccoglieva la sua eredità gli offriva da questo punto di vista più di una garanzia). Con il trascorrere del tempo al materiale già consegnato se ne aggiungeva altro, fino a quando, con l'aiuto di un italiano d'America, Galante Garrone arrivava a rintracciare il grosso del lavoro preparatorio fatto da Salvemini; ma a questo punto., anziché metter mano al libro su Mazzini, Galante Garrone ha ritenuto più bello - e cioè più giusto e più importante fare invece e prima di tutto qualcosa d'altro: ricostruire, alla luce di questo materiale inedito, alcune delle linee fondamentali del pensiero di Salvemini su Mazzini (p. 15).
Nasce così questo eccellente volume su Salvemini e Mazzini, molto più ricco di quanto non faccia infendere il titolo dal momento che ad una prima parte dedicata a Salvemini storico di Mazzini ne segue una seconda Salveminiana che, avendo sempre in qualche modo di mira l'argomento principale, esamina aspetti più generali della sto­riografia salveminiana soprattutto in riferimento al processo di unificazione nazionale: quattro bei saggi in cui alcuni temi, che avevano già fatto capolino sotto forma di spunti critici nella prima parte del volume, vengono analizzati più da vicino. È il caso, questo, dei Ferri del mestiere, un capitolo ove si sottolinea l'influsso esercitato da un grande maestro. Pasquale Villari, sulla maturazione d'una personalità che, già formata negli anni della giovinezza, avrebbe poi affinato pensiero e tecnica di storico nel quotidiano contatto con gli ambienti, i problemi e gli esponenti del mondo accademico statunitense, ricevendone un ulteriore stimolo per un tipo di ricerca che non perdesse mai ' di vista
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