Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <216>
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Libri e periodici
costume politico che vede il liberalismo messo alle corde dal radicalismo e da quelle che del radicalismo appaiono, allo storico che è anche uomo che vive i problemi del suo tempo, le scomposte pressioni. È perciò che il giovane Sella sembra in alcuni passaggi un personaggio di De Amicis, tanto è esemplare e piena di ammaestramenti la sua vita negli anni a ridosso del 1848, contraddistinti da ripetuti esami di coscienza che si concludono tutti, immanca­bilmente, con la formulazione di buoni propositi; ed è anche perciò che il tono della ricostruzione, solitamente controllato e attento a coglier la sostanza delle cose e non l'ap­parenza, può in qualche occasione scivolare fino ad evocare l'atmosfera delle vite dei santi della letteratura medievale con quel suo snocciolare episodi uno più edificante dell'altro: e cosi abbiamo Sella che aiuta gli avversari politici, Sella che visita i colerosi di Ancona, Sella che accetta di essere segretario generale alla Pubblica Istruzione ma a patto di non percepire stipendio, Sella che trova i soldi per le scadenze dello Stato senza ricorrere a nuovi prestiti, Sella che inventa la formula per eseguire in quattro e quattr'otto un calcolo complicatissimo, e via miracolando. Ma ciò dipende anche dal fatto che i pochi momenti discorsivi, immersi come sono in una esposizione che tiene dietro a idee, ideali e impulsi morali tralasciando quasi del tutto le vicende quotidiane, assumono un rilievo maggiore di quanto fosse nelle intenzioni dell'Autore.
Un Sella trasfigurato, quello di Guiccioli, e non poteva che esser cosi; il che spiega anche perché questo lavoro mantenga inalterato il suo valore anche a prescindere dal fatto che in tutto il tempo trascorso dalla sua prima apparizione ben poco si è fatto in direzione di una seria indagine storica sul personaggio (forse l'uscita recente del primo volume del-VEpistólario2) selliano attirerà su di lui l'attenzione degli studiosi più che nel passato). Col materiale di cui disponeva e con il riserbo che gli era imposto da un argomento che per molti aspetti era ancora attuale, Guiccioli non poteva che impostare la biografia nel modo poi effettivamente prescelto, dando cioè largo spazio agli atti pubblici (discorsi par­lamentari, conferenze, interventi pre-elettorali) e a pochi blocchi di corrispondenza, primo tra tutti quello con Perazzi, forse il più fidato collaboratore di Sella. Altra documentazione fu fornita, come si deduce dal testo, dalla corrispondenza con Chiaves, Dina e Giuseppe Giacosa e con qualcuno dei fratelli. Numerose lettere di Sella provengono poi dalla rac­colta dello stesso Guiccioli che ne era stato il destinatario e che si studia in genere di non comparire designandosi il più delle volte come un amico . Quello di restare sullo sfondo è infatti uno degli accorgimenti usati dall'Autore per conferire obbiettività e distacco al suo lavoro; ma la partecipazione personale traspare da più di una pagina e, con la partecipazione, la commozione e il turbamento per ciò che la scomparsa di una simile guida significa per una Destra in decomposizione.
Ma non è solo per questo che l'opera di Guiccioli ha resistito gagliardamente allo scorrere del tempo ed all'accumulo della nuova documentazione. Se questa raffigurazione di Sella può essere fatta propria in loto da tino Chabod è perché essa ha una sua compiu­tezza storica che è il frutto dello scrupolo con cui Guiccioli seppe trattare ima materia tanto scottante. I capitoli ottavo e nono del primo volume, che sono capitoli fondamentali in quanto vi si affronta la questione dei rapporti italo-francesi nel 1870 ebbero ed è appunto Chabod a rivelarcelo ima gestazione molto tormentata e dovettero essere com­pletamente riscritti, ma d'altro canto si giovarono d'una documentazione di prima mano quale era quella che poteva essere fornita dai racconti e dalle testimonianze degli stessi protagonisti; Visconti Venosta, ad esempio, spinse la propria collaborazione fino ad una revisione attenta dei manoscritto3). Ciò che si narrava in quei capitoli poteva piacere o non piacere ma molto difficilmente poteva essere contestato in quanto rappresentava la ver­sione più completa che fino ad allora si fosse data dei fatti: a renderne atto all'Autore era una esponente della democrazia estrema come Jessie Whitc Mario la quale, pur defi­nendo Guiccioli a un moderato di primo conio , valutava la sua ricostruzione alla stregua di una a irrefragabile testimonianza , se ne serviva abbondantemente e infine concludeva:
2> QUINTINO SELLA, Epistolario a cura di GUIDO e MARISA QUAZZA, Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1980.
3) FEDERICO CHABOD, op. cit* p. 654, nota 1.