Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <217>
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Libri e periodici
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Nessuna di queste affermazioni è stata smentita, e forse son desse precisamente che cagio­nano la guerra del silenzio che è fatta a questo libro rimarchevole *K
Le parole della Mario aprono un'altra questione che varrebbe la pena di affrontare, quella dell'accoglienza riservata da taluni a questa biografia: non è questione che si possa risolvere in questa sede, ma comunque una cosa è sicura, e cioè che quest'opera, oltre tutto, era e resta un ottimo vademecum al funzionamento della vita parlamentare italiana nel primo ventennio dopo l'Unità e, a saperla leggere, conteneva materiale a sufficienza per gettar luce sui giochi, le correnti, le rivalità, le spaccature, su tutto ciò, insomma, che agitava sotto la superficie il nostro mondo politico in un'epoca di trasformazione; e evi­dentemente che qualcuno penetrasse nelle segrete cose e segnasse a dito le origini lontane di mali esplosi poi in tutta la loro virulenza fra gli altri il trasformismo della classe dirigente nazionale, l'inclinazione alla finanza allegra e la lenta erosione dell'autorità del governo poteva anche non fare molto piacere. In Guiccioli la consapevolezza di una realtà che dopo la morte di Sella si era venuta ancor più degradando si sedimentava in una serie di rapidi accenni antiparlamentari ( La saldezza del carattere non è qualità comune ed il regime parlamentare non contribuisce ad accrescerla , scriveva a p. 201 del II volume) che erano non già l'espressione di velleità reazionarie o autoritarie ma il frutto di una concezione gradualistica del viver civile per la quale ogni passo in avanti, anche il più corto, andava meditato col massimo scrupolo e le riforme dovevano essere attuate in quanto effettivamente necessarie e non tanto per fare qualcosa o per procacciarsi facili merito.
Come si vede, molti sono gli stimoli che la lettura della biografia guiccioliana an­cora ci offre; ma non è più possibile dilungarsi su questo tema. In chiusura voglio solo ricordare che questa ristampa ha, rispetto all'edizione del 1888, un pregio in più, ed è l'indice dei nomi conclusivo redatto con commendevole perizia da Teresio Gramaccio.
GIUSEPPE MONSAGRATI
GIUSEPPE DB STEFANI, Gregorio Ugdulena nel Risorgimento italiano (1815-1872), con prefazione di Massimo Ganci (Documenti per servire alla storia di Sicilia pubblicati a cura della Società siciliana per la storia patria - Scritti vari di storia siciliana, voi. VII); Palermo, 1980, in 8, pp. 336. L. 15.000.
Con le prime parole della sua prefazione al positivo lavoro di Giuseppe De Stefani, Massimo Ganci ha colto senza ombra di equivoco il pregio sostanziale del volume e ha sintetizzato efficacemente la vicenda pubblica dell'uomo politico e studioso siciliano.
Ganci, infatti, scrive: ce La scoperta delle carte u Ugdulena " ha permesso a Giuseppe De Stefani di sciogliere molti enigmi e di mettere a fuoco molti punti oscuri della figura di Gregorio Ugdulena. Figura di *' pio sacerdote " irretito nella censura ecclesiastica otto­centesca e, quindi, osannato dai laici e " modernislicamente " esecrato dai clericali .
Davvero esemplare e completa è stata, occorre notarlo subito, l'indagine di De Ste­fani, che, rintracciate le carte private, si è ampliata per precisarsi ed integrarsi con le fonti archivistiche nazionali, la pubblicistica coeva e la storiografia sull'uomo e sui periodi in cui visse ed opero
L'intenzione di De Stefani di tratteggiare la figura di Ugdulena ce in relazione alle vicende del Risorgimento è soddisfatta, quasi sempre, in una maniera a storica , che non scade nell'adulazione campanilistica né nella contestazione presuntuosa.
Se l'attenzioae maggiore è stata, e davvero non a torto, rivolta alla fase ce rivoluzio­naria , quella, cioè, compresa tra il 1848 ed il 1860, De Stefani non ha trascurato il secondo periodo, quello che nel Parlamento unitario lo vide liberale ce certamente aperto ad istanze di rinnovamento civile .
4) JESSIE WHITE MARIO, Agostino Bertoni e i suoi tempi, 2 voli., Firenze, Barbera, 1888, II, pp. 354-356.