Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno
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1983
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pagina
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220
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348
Libri e periodici
GIUSEPPE MASI, Socialismo e socialisti in Calabria (1861-1914), prefazione di Ferdinando Cordova; Salerno-Catanzaro, Società Editrice Meridionale, 1981, in 8, pp. 202. L. 15.000.
Sintesi di una lunga attività di ricerca e di indagine sulle vicende storiche della Calabria, questo saggio di Masi offre, per la prima volta, un quadro completo e articolato delle origini del socialismo calabrese fino alla prima guerra mondiale. H continuo riferimento ai problemi economici, sociali, politici e a quelli del movimento operaio nazionale permettono a questo saggio di superare i limiti della storia locale per divenire parte di un più vasto quadro: quello della storia contemporanea nazionale.
Opportunamente l'A. ricorda come l'epopea garibaldina avesse aperto speranze contrastanti: nei contadini la previsione di un facile accesso alle terre, nei proprietari la fine delle rivendicazioni operate dal governo borbonico in merito alle terre della Sila, per la maggior parte occupate abusivamente o con falsi titoli. ÀI momento dell'unificazione, quindi, la realtà della Calabria si presentava con una agricoltura in estremo grado di arretratezza, dominata in massima parte dal latifondo, dalla pastorizia e dalla mancanza di capitali. Alla fine degli anni sessanta il fallimento della democrazia repubblicana lasciò il posto alla prima internazionale che nelle regioni meridionali trovò un terreno favorevole, frutto del lavoro compiuto da Bakunin a Napoli, soprattutto tra gli intellettuali e i giovani della media borghesia. E questa caratteristica borghese, unita all'assenza di un proletariato industriale, fini per condizionare il socialismo calabrese che fu spesso dottrinario e incapace di stabilire un rapporto continuo con la realtà contadina in nome di una rivoluzione che doveva avere per protagonisti gli operai* Quindi se il movimento repubblicano e internazionalista, nel trentennio che precede la formazione del Partito socialista, aveva pur riscosso un certo seguito, l'organizzazione del Partito incontrò maggiori difficoltà ad esclusione di quelle che lo stessa A. definisce isole socialiste . Queste, infatti, nascevano in taluni centri per iniziativa di singole personalità (Vincenzo De Angelis, Luigi Crucoli. Giovanni Sculli a Reggio Calabria, Fausto Gullo e Pietro Mancini a Cosenza, Enrico Mastrac-chi a Catanzaro) senza peraltro trovare momenti di unificazione. La stessa conformazione geografica della Calabria, la struttura della proprietà terriera (latifondo e piccola proprietà), l'atteggiamento del Partito socialista teso a privilegiare il proletariato del Nord a danno delle masse meridionali, rendevano la regione solo a tratti penetrabile all'azione socialista. Questa fu più incisiva negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale per subire poi una nuova battuta d'arresto a causa della più generale crisi del Partito di fronte alla guerra.
Questo saggio quindi, oltre a ricostruire vicende non secondarie, con il suo apparato scientifico di note e documenti colma una lacuna che proprio sul piano storiografico caratterizza la Calabria. Per questa regione, sottolinea F. Cordova nella prefazione, mancano infatti studi e ricerche sui rapporti tra potere locale e potere centrale mentre gli srudi sui partiti politici hanno privilegiato i cattolici e i comunisti, trascurando il movimento socialista e quello repubblicano che pure ebbero un loro spazio poltico.
ANTONELLO BIAGJNI
ANTONIO LAZZARINI, Campagne venete ed emigrazione di massa (1866-1900); Vicenza, Istituto per le ricerche di storia sociale e di storia religiosa, 1981, in 8, pp. 374 con 9 lab. L. 16.000.
L'autore apre ponendosi alcune domando essenziali, attorno alle quali ruota, tutto sommato, l'intera, assai ben documentata, ricerca. Lazzarini si chiede, infatti, se il fenomeno migratorio <t fu effettivamente un fatto dinamico e, in caso affermativo, fu l'unico di una certa rilevanza nella regione o ce ne furono altri? quali connessioni si possono cogliere fra esodo dalle campagne e strutture economiche e sociali del Veneto? quali perciò le cause profonde dell'emigrazione? .
Tra le ragioni sostanziali sono da ricercare fattori come il frazionamento eccessivo