Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno
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1983
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pagina
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223
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Libri e periodici
351
posizioni dei socialisti napoletani di fronte alla guerra libica e concentra quindi la sua attenzione sulla figura del Fasulo, diventato a mano a mano il punto di riferimento della corrente intransigente napoletana e del quale ha potuto consultare le carte. Fasulo, ricorda FAragno, è su posizioni antibelliciste, alimenta, come tutto il vecchio gruppo della Propaganda, l'interventismo di sinistra, la cui incomprensione da parte del P.S.I. e lo stesso neutralismo socialista non fanno, per FAragno, altro che lasciare - la lotta in mano a Mussolini11.
In sintesi per FAragno tutte le contraddizioni nelle quali si dibatteranno a Napoli i sindacalisti rivoluzionari vanno spiegate con la cultura ottocentesca, le pregiudiziali repubblicano-intransigenti (molti degli uomini della Propaganda vantavano tale matrice politico-ideologica), col volontarismo. E questo, allora, a parer nostro, sarebbe dovuto essere oggetto di una più specifica indagine da parte dell'Aragno, come sarebbe stato opportuno indagare l'opera svolta nelle provincie da parte dei sindacalisti rivoluzionari (ad esempio, tramite la Borsa del Lavoro di Napoli essi controllavano larga parte del movimento sindacale in Terra di Lavoro). Ci sembra, infine, eccessiva la tesi di una partita autoritaria che trova il miglior giocatore in Mussolini fin dal 1917, come se in quel momento tutto fosse definitivamente perduto per il regime liberale e la democrazia in Italia.
CARMINE CIMMINO
PAOLO PECOHABI, Giuseppe Toniolo e il socialismo. Saggio sulla cultura cattolica tra '800 e '900., con prefazione di Giulio Guderzo; Bologna, Patron, 1981, in 8, pp. XII-322. L. 15.000.
Giuseppe Toniolo, sociologo, docente universitario di grande prestigio ed autorevolezza, esponente di primo piano del movimento cattolico, è un punto di riferimento nel quale confluiscono e dal quale dipartono correnti di pensiero e moduli di azione che si riferiscono direttamente o indirettamente a nodi importanti della cultura europea a cavallo tra Ottocento e Novecento. Fino ad oggi la funzione del Toniolo non è stata analizzata e compresa nella sua giusta importanza proprio perché ne è mancata la collocazione storica. È questa una lacuna che sembra destinata ad essere colmata dal rinnovato interesse che ormai il Toniolo desta nella storiografia italiana e di cui il lavoro del Peco-rari costituisce uno dei testi più validi. Si deve subito dire che esso si raccomanda perché è partito dal cuore del problema, vale a dire dalla ricostruzione filologica del pensiero e dell'opera dell'economista e sociologo trevisano. Tale ricostruzione, oltre ad un percorso analitico che le vecchie opere a lui dedicate non hanno neppure progettato, implica anche un confronto serrato con la cultura sociale, politica ed economica che vi si incontra, nonché, ovviamente, con i problemi nodali del movimento cattolico. Pertanto il volume si articola in una costante ed imponente correlazione tra il discorso storiografico ed un apparato critico elaborato secondo i canoni della più moderna filologia, aperta perfino, anche troppo largamente, alle più recenti acquisizioni dell'informatica; infatti, un'appendice di ben 56 tavole, elaborate con calcolatori elettronici, riporta, a conclusione del saggio, la frequenza semantica dei problemi politici e sociali esaminati nella vasta produzione del docente travisano.
In particolare, in questo saggio viene esaminato il problema del giudizio sul socialismo quale emerge nella produzione del Toniolo. Da essa risulta però con evidenza che esso non è separabile dalla sua biografia spirituale e culturale, per cui il Pecorari, assai correttamente, non può fare a meno di prendere le mosse, nel suo discorso storiografico, dalla formazione culturale del Toniolo, ispirata agli insegnamenti dei più autorevoli maestri di politica, di economia e di sociologia del Veneto, soprattutto del Dalla Vecchia, provveditore del collegio veneziano di Santa Caterina, e dei docenti universitari Giambattista Fertile, Giacomo Tolomei e Luigi Bellevite, giuristi, Luigi Coesa e soprattutto Angelo Messadaglia, economisti. Da questi maestri il Toniolo impara che la specializzazione,