Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno
<
1983
>
pagina
<
226
>
354
Libri e periodici
R. V. Seton-Watson (1879-1951), storico e pubblicista, di agiata famiglia scozzese si dedicò, giovanissimo, allo studio dei problemi delle minoranze nazionali affiancando alla riflessione teorica una conoscenza di prima mano delle persone, dei luoghi e degli avvenimenti dell'Europa centrale e balcanica. Corrispondente da Vienna del Times, approfondì gli aspetti di quelle nazionalità comprese nell'Impero asburgico assumendo posizioni vicine a quelle di Gladstone prima e di Wilson alla fine del primo conflitto mondiale. Già prima dell'inizio della guerra R. W. Seton-Watson aveva scritto sull'argomento due lavori, Racial Problems in Hungary (1907) e South Slav Question (1911), sviluppando progressivamente quel concetto, poi propagandato presso l'opinione pubblica inglese e a livello governativo, di dissoluzione dell'Austria-Ungheria al fine di realizzare la sospirata indipendenza dei Cechi, dei Romeni e degli Jugoslavi. Durante la guerra fondò e diresse il periodico The New Europe attraverso il quale esercitò una decisa pressione sul governo inglese per il trionfo delle proprie idee e della linea politica da seguire nei confronti dell'area centro-europea e balcanica. Chiamato successivamente come consulente a far parte dell'intelligence Bureau a Londra, partecipò nel 1918 alla Conferenza delle nazionalità di Roma, alla conferenza della pace e fino al 1919-1920 rimase una delle figure di maggior spicco nella politica volta a creare in Europa un nuovo equilibrio.
All'inizio del conflitto, infatti, non rientrava negli obiettivi degli Alleati la dissoluzione dell'Austria-Ungheria e la costituzione di una serie di nuovi Stati in base al principio etnico. Particolarmente l'Inghilterra che proprio nell'Impero asburgico vedeva un elemento di garanzia e di stabilità dell'equilibrio internazionale. La rivendicazione italiana delle terre irredente, la dichiarazione da parte della Russia di protezione dei Serbi, l'intervento degli Stati Uniti d'America, la fine dello zarismo e la rivoluzione bolscevica del 1917 modificarono radicalmente le prospettive della guerra concretizzando quel patrimonio ideologico di tipo gladstoniano di cui, come si è detto, Seton-Waston fu uno dei più qualificati rappresentanti. Da questo punto di vista il lavoro dei due Seton-Watson costituisce un nuovo e aggiornato contributo allo studio della dissoluzione dell'Austria-Ungheria, di quel vasto processo di formazione degli Stati nazionali (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Grande Romania) e, infine, della parte avuta dalla Gran Bretagna in quegli avvenimenti.
Le vicende interne dell'Austria-Ungheria, la questione degli Slavi del Sud, il problema adriatico con i relativi interessi italiani, i drammatici avvenimenti serbi e la guerra mondiale, la propaganda nei paesi nemici, la conferenza della pace e il contributo della rivista The New Europe, costituiscono altrettanti argomenti di questo volume che comprende anche un prologo e un epilogo. Il prologo, scritto dallo stesso R. W. Seton-Watson, narra delle origini e delle vicende della famiglia la quale, essendo scozzese, apparteneva essa stessa ad una minoranza nazionale . L'epilogo riassume la successiva attività di studioso di Seton-Watson negli anni venti e trenta e durante la seconda guerra mondiale come esperto di quel settore al quale aveva dedicato l'intera vita compreso l'insegnamento universitario espletato come docente di Storia dell'Europa centrale nelle Università di Londra (1922-1945) e di Oxford (1945-1949).
ANTONELLO BIAGINI
GIANCARLO GIORDANO, Sforza diplomatico. 1" 1872-1921; Roma, Editrice Nuove Dimensioni, 1981, in 8, pp. 262. L. 6.000.
U lavoro biografico su Carlo Sforza di Giancarlo Giordano ha il merito di essere sintetico, scritto con esemplare chiarezza e con un equilibrio di giudizio veramente notevole . Su quest'analisi, fatta nella presentazione da Ruggero Moscati, si può essere completamente o quasi d'accordo. La riserva si riferisce alle pagine riguardanti Sonnino, sulle quali ci soffermeremo più avanti*
Questo primo volume della biografia dell'aristocratico di Montignosi di Lunigiana,