Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <227>
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Libri e periodici
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che sarà completata nel 1982 in occasione del trentennale della scomparsa, si apre con un capitolo sull'esordio nella carriera diplomatica e sull'importante esperienza quale capo di gabinetto del ministro degli Esteri, Antonio di San Giuliano.
Appare sicura e valida l'indicazione dei limiti del carattere di Sforza, troppo spesso altero e scostante. L'uomo, che più tardi, nel 1924, amerà motivare la sua linea politica con la lezione mazziniana, pubblicando un'opera (Pensiero e azione d'una politica estera italiana.) e un'antologia (Le più belle pagine di Mazzini), chiaramente ispirate al luminoso esempio, non imiterà mai l'esule genovese sul piano dei rapporti umani e nemmeno palli­damente potrà essere accostato a lui in quanto a fascino. Salandra, e l'accusa vale per una riprovazione inappellabile, gli rimproverò addirittura a mancanza di misura abituale .
I quattro anni (1911-1915), trascorsi da Sforza in Cina, come ministro plenipoten­ziario, sono ripercorsi con linearità e puntigliosità, tanto più lodevoli guardando alla com­plessità del quadro, in cui il diplomatico operava. Il terzo capitolo è dedicato alla prima fase decisiva dell'avvenire politico del toscano: la nomina a ministro d'Italia presso il re di Serbia in esilio a Corfù lo metteva a contatto con la ce questione adriatica , sulla cui evoluzione, nel periodo postbellico, egli ebbe tanta e tanta qualificata parte.
È questo il momento di Sonni.no, è il momento in cui i due uomini si trovano più direttamente a contatto, e si rimane perplessi, il rilievo non intende per nulla intaccare il peso delle conclusioni di Giordano, di fronte alle affermazioni eccessivamente critiche nei riguardi di Sonnino. Sulla figura dello statista grava una sorta di incancellabile e irragionevole riprovazione, contro cui si è levata, esplicita e non equivoca, anche recen­temente la voce di molti studiosi. Tra i più precisi e decisi nell'esame è stato Rosario Romeo, il quale ha definito il solitario e severo toscano uomo che forse più di tutti, e meritata­mente, godeva, nella classe politica italiana, fama di lealtà e onestà intemerata, e di devo­zione indiscussa al bene del paese.2)
Al di là della riserva sulle interpretazioni da dare all'opera di Sonnino, il libro di Giordano mostra una notevole e pregevole profondità nello studio delle tappe cruciali della carriera di Sforza, che, una volta individuate, sono ripercorse con equilibrio, sobrietà di dati e concretezza informativa, specie archivistica.
In definitiva si tratta di un lavoro, che può anche non essere condiviso in alcune pagine, ma che non può essere trascurato per un esame pieno delle vicende italiane del nostro secolo.
VINCENZO G. PACIFICI
La conoscenza dell'ambiente quale realtà storica; Lucca, Istituto Storico Lucchese, 1980, in 8, pp. 94. S.p.
Il volume contiene gli atti del Convegno su La conoscenza dell'ambiente quale realtà storica; funzioni degli Enti Locali, della Scuola, degli Istituti Culturali, tenuto a Lucca il giorno 11 novembre 1978, organizzato dall'Istituto Storico Lucchese e dall'Amministrazione Provinciale.
In un momento in cui da tante parti si auspica sempre più vivamente un rinnova­mento della scuola che la ponga al passo con le nuove esigenze della realtà sociale, non si può non guardare con interesse e simpatia a quelle iniziative che, come questa, inten­dono trasferire la discussione dal piano puramente teorico a quello concreto delle soluzioni operative. L'argomento proposto dalla presente raccolta è certamente di estremo interesse: individuare un modo diverso di condurre l'insegnamento della storia, aprendolo sin dal-
0 A. SALANDRA, Memorie politiche (1916-1925), nuova edizione a cura di G. B. Gifuni, Reggio Calabria, 1975, p. 123.
3) R. ROMEO, L'Italia unita e la prima guerra mondiale, Bari, 1978, p. 150.