Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIA DI MENTANA 1867; BERNA GIOVANNI CARTE
anno <1983>   pagina <228>
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Libri e periodici
Vinìzio all'acquisizione di una corretta metodologia scientifica ed allo studio della realtà storica locale.
Le motivazioni di questo progetto innovativo e le linee programmatiche intorno a cui ruotano le varie esperienze promosse nel territorio di Lucca vengono illustrate esauriente­mente nella relazione di Antonio Romiti, direttore dell'Istituto Storico Lucchese, Propeste organizzative e metodologiche per l'insegnamento della storia locale nelle scuole. Il sistema tradizionale di insegnamento viene criticato sia riguardo al metodo, sia ai contenuti: il libro di testo, offrendo allo studente un prodotto finito, lo tiene lontano dal vivo uso degli strumenti propri dello storico, non lo stimola sufficientemente alla critica e lo abitua ad una ricezione passiva, basata prevalentemente sull'esercizio della memoria; inoltre, gli fornisce, giustamente, elementi di storia nazionale e internazionale, ma non lo fa attin­gere minimamente al patrimonio dell'ambiente in cui vive, ben più vicino alla sua forma­zione culturale e più ricco di stimoli e di interessi specifici. In questo quadro, proprio lo studio della storia locale fin dagli anni della scuola media, od anche dalle ultime classi di quella elementare, potrebbe assolvere alla duplice funzione di impulso per rivificare l'in­segnamento della storia in generale e di occasione per una corretta impostazione prope­deutica, fondata sull'uso diretto e immediato delle fonti.
Com'è facilmente intuibile, l'attuazione, seppure in via sperimentale, di un pro­gramma cosi ambizioso e complesso non può essere gestita autonomamente dalla Scuola, ma necessita di una stretta collaborazione con i vari Istituti culturali e gli Enti locali. Nel volume si fa riferimento ad una serie di iniziative comuni molto interessanti in questo senso: organizzazione di corsi di aggiornamento per gli insegnanti, al fine di promuovere una conoscenza più approfondita dell'ambiente storico locale sotto i diversi aspetti politici, economici, sociali e religiosi; individuazione di precisi criteri per la predisposizione, a breve ed a lungo termine, di idonei strumenti bibliografici; visite guidate, sulla base di una programmazione concordata, agli Istituti cittadini e provinciali, depositari della documen­tazione storica del territorio. Da tutte queste esperienze traspare abbastanza evidente la sensazione che il livello dei risultati dipenda in larga misura, non solo dalle capacità e dall'entusiasmo dei numerosi operatori, ma anche dal grado di efficienza di tutto l'apparato organizzativo. Quanto, poi, all'opportunità e alla possibilità di realizzare su larga scala queste proposte, si può qui osservare di sfuggita come sia importante che esse non siano lasciate allo spontaneismo e all'occasionalismo, ma vengano inquadrate in un disegno orga­nico, che, attraverso la delimitazione di spazi adeguati nell'ambito dei programmi, per­metta l'acquisizione dei preziosi contributi che la storia locale può offrire, mantenendola però in un ruolo subordinato e di preciso riferimento rispetto a quella nazionale e interna­zionale. Se gli auspicati aggiornamenti di metodo e di contenuto non fossero inseriti in un quadro unitario che tenga conto delle esigenze complessive dell'intero arco di studi, si potrebbe correre il rischio di cadere, specialmente nel periodo della scuola dell'obbligo, negli eccessi opposti a quelli rimproverati al tradizionale sistema di insegnamento: l'in­dugio esagerato e disordinato nell'assimilazione del metodo storico e nello studio delle situazioni locali a detrimento di una visione completa dell'evolversi della società e della civiltà nel corso dei secoli.
D'altronde si tratta di pericoli chiaramente previsti dai promotori del Convegno di Lucca e della presente raccolta che, da parte loro, dichiarano esplicitamente di non voler creare tanti piccoli storici e di considerare come soluzione ottimale mi organico concatenamento tra realtà ambientali locali e realtà storiche nazionali e internazionali . Su queste premesse e su questa consapevolezza si può sperare fondatamente di conseguire quella che viene indicata come la principale finalità dell'iniziativa e che può riassumere in sé il vero significato di tutto l'insegnamento storico nella scuola: la creazione di una ** coscienza " del valore della storia e della funzione che la storia può svolgere nell'ambito della vita quotidiana (pp. 21, 26).
DANTE MARINI