Rassegna storica del Risorgimento

BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno <1983>   pagina <264>
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Laura Moscati
aver pubblicato i primi due volumi della sua Storia d'Italia, > rimasta inter­rotta, aveva sempre insistito nei suoi scritti e nelle sue proposte sull'esigenza di studiare a fondo e fino dalle sue origini le vicende della penisola.**> Come è noto, il desiderio del Balbo rifletteva un'esigenza comune alla storiografia italiana del primo Ottocento, che, però, non raggiunse in altri l'impegno postovi dall'autore delle Speranze d'Italia per l'intero corso della sua esistenza.
Approfondendo con il consueto acume tale necessità, il Balbo, come ci attesta Ercole Ricotti, aveva anche compreso la difficoltà dell'impresa ed aveva cercato di risolverla proponendo per primo ad altri insigni storici subalpini l'idea di scrivere una Storia d'Italia a più voci, che a un uomo solo pareva tema d'impossibile esecuzione . w Il Balbo aveva perciò affidato l'incarico al Ricotti, a Luigi Provana, a Pietro di Santa Rosa, ad Antonio Manno, al Cibrario, a Carlo Promis e al Baudi stesso.
Pur non ricordando quale parte fosse stata affidata a quest'ultimo, il Ricotti assicura la sua partecipazione all'iniziativa, sottolineando che il carat­tere comune dell'impresa era dimostrato dal fatto che gli studiosi avevano l'impegno di incontrarsi periodicamente in casa del Balbo per riferire sul lavoro svolto. Ma le vicende politiche che dal 1847 avevano sconvolto il Regno di Sardegna avevano fatto dimenticare, nel richiamo della vita attiva, il proposito così entusiasticamente affrontato. Un evidente segno di questa viva esigenza del Balbo fu, tra l'altro, l'istituzione da lui voluta a Torino della prima cattedra di Storia d'Italia, affidata nel 1846 a Ercole Ricotti, che avrebbe potuto in tal modo sviluppare, attraverso l'insegnamento, l'iniziativa cara alla scuola cattolico-liberale.3*
La Storia d'Italia dal 1796 è dedicata a Cesare Balbo che, come il Baudi afferma, con affetto di amico e quasi di padre nei giovanili miei studi e poscia in questo più grave lavoro dell'età matura mi soccorreva di ajuti e di consigli ed ispirava coraggio e costanza .31) È quindi da ritenere che, facendo il Baudi parte del gruppo organizzato da Cesare Balbo, a lui fosse stata affi­data la parte storica che aveva inizio dal 1796 e che egli, dopo gli anni del­l'impegno politico, la riprendesse con entusiasmo, anche se l'impresa comune non aveva più avuto seguito.
Altri fattori dovettero aver parte nel convincere l'autore ad intrapren­dere questa fatica. In primo luogo, la novità dell'argomento appassionò l'animo del Baudi, alieno abitualmente per formazione e per studi effettuati da questo genere di ricerche; in secondo luogo, dovè aver peso la scarsezza degli studi
27) C. BALBO, Storia d'Italia, 2 voli., Torino, 1830. È interessante segnalare un giudizio contemporaneo, quello di Federico Sclopis, che riteneva l'opera del Balbo la prima, che finor si conosca, la quale attinta alle fonti più sicure ed ordinate dietro i principii d'una severa critica racchiuda insieme il corso di tutte le storie particolari delle varie regioni d'Italia (Sulla Storia d'Italia di C. Balbo, in Accademia delle Scienze di Torino, Mss. 1430, che sembra inedito).
20 Si vedano in particolare alcuni scritti del Balbo in proposito raccolti in // regno di Carlotnagno, e scrìtti storici minori di Cesare Balbo, pubblicati per cura del cav. Bon-Compagni, Firenze, 1862.
29) E. RICOTTI, Carlo Baudi di Vesme. Ricordi cit., p. 60.
30) Cfr. B, CROCE, Storia della storiografia italiana del secolo XIX, I, Bari, 1965*, p. 105.
31) Mss, U63, f. 2.