Rassegna storica del Risorgimento

BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno <1983>   pagina <265>
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C. Baudi di Vesme storico
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esistenti soprattutto per il perìodo della Rivoluzione francese, tra cui il Baudi ricorda la sola opera del Botta, > mirabile per ornato dire e spesso per calore e per eloquenza, ma che dà un'immagine imperfetta, e talora falsa e confusa, delle cose e dei tempi che intraprese a descrivere coll'animo inadeguato contro le turpitudini nostre e le altrui . )
L'impianto stesso della Storia del Baudi si presenta, infatti, differente da quello che il Botta aveva dato alla sua opera, anzitutto perché trasporta nella ricerca la metodologia da lui stesso usata nelle edizioni di fonti tardo-antiche ed alto-medioevali. Inoltre, se il motivo ideologico ispiratore sta senz'altro nel forte sentimento nazionale, il terreno preparatorio non è sol­tanto l'analisi della storiografia disponibile, ma anche e soprattutto una ricca serie di documenti inediti, che costituiscono il supporto di gran lunga più ampio ed essenziale della trattazione.
Scopritore di fonti e puntuale ricostruttore di testi, il Baudi non poteva concepire anche uno studio dell'età a lui contemporanea se non attraverso un'approfondita indagine negli archivi pubblici e privati. In tal modo, la Storia d'Italia assume un'immagine peculiare nel ricostruire, con metodologia quasi annalistica di tradizione muratoriana, le vicende nel loro divenire sem­pre sulla base dell'apporto documentario. Proprio questo aspetto è quello più caratteristico per cui la Storia del Baudi differisce da quella del Botta, che disprezzava le ricerche archivistiche e coloro che pretendono di mettere sottosopra, cogli archivi, la storia dei tempi passati .
Il Baudi aveva cominciato a redigere l'opera verosimilmente intorno al 1850, dato che tre anni dopo ne uscì a stampa una piccola parte, che doveva restare l'unica ad essere pubblicata. 35) Si tratta di un breve articolo incentrato sulla linea politica seguita dalla monarchia sabauda dopo l'armistizio di Cfaerasco, nel momento in cui Prospero Balbo fu inviato come ambasciatore a Parigi. In particolare, il Baudi vi esamina attentamente le istruzioni date al Balbo, che aveva il compito di trattare un'alleanza anriaustriaca con la Francia sulla base di scambi territoriali. Si può osservare che questo primo approccio alla Storia d'Italia riassume in sé i motivi caratteristici dell'intera opera, in quanto si fonda sull'analisi dettagliata di un materiale di estremo interesse che sembra tuttora inedito. *
Oltre a queste pagine, che furono le uniche ad essere date alle stampe, il Baudi lesse alcuni stralci della sua opera all'Accademia delle Scienze, come si può evincere da uno spoglio dei riassunti delle sedute redatti da Gaspare
32) C. BOTTA. Storia d'Italia dal 1789 al 1814, Parigi, 1824, da me consultata nel­l'edizione (6 voli., Milano, 1843-44), che comprende anche la Storia d'Italia continuata da quella del Guicciardini sino al 1814, Parigi, 1832.
33) Mss. 1163, f. 3v.
34) Così si esprime il Botta scrivendo il 19 marzo 1834 ad Aurelio Bianchi-Giovini? cfr. W. MATUSI, Interpretazioni del Risorgimento di., p. 42. Si veda anche in proposito G. TALAMO, in Dizionario Biografico degli Italiani, XIII, Roma, 1971, p. 369, s.v.
39 Estratto dal libro 1, della parte prima dell'opera Inedita Storia Politica d'Italia dot 1796 di Carlo Baudi di Vesme senatore del Regno, Istruzioni date al Conte Balbo mandato Ambasciatore di Sardegna a Parigi nel novembre 1796, Torino, 1853. Questo saggio si ritrova nel II volume della sua Storia, Mss. 1164, ff. I50v-i73v.
36) cfr. G. VACCAMNO, Il Piemonte nel periodo napoleonico, in Atti del convegno sul tema: Napoleone e l'Italia (8-13 ottobre 1969), I, Roma, 1973, p. 289 e nota 20.