Rassegna storica del Risorgimento

BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno <1983>   pagina <267>
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C. Bandi di Vesme storico
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parole del Baudi Fin dove mi permetteranno la vita, e le altre occupa­zioni . *>
L'impresa, tuttavia, si arresta allo stesso anno da cui prende inizio, anche se quasi la metà del primo tomo è dedicato agli avvenimenti che immediatamente precedono il 1796. È evidente che, per la minuzia dell'esposi­zione oltreché per la profondità dell'analisi, l'opera presenta notevole auto­nomia rispetto a quelle contemporanee che, coprendo ampi squarci della storia italiana, davano un'esposizione più sommaria delle vicende. Forse proprio questa ricerca dettagliata, questa indagine accurata nei principali archivi per reperire un materiale che desse un taglio originale e approfondito allo scritto, è stato il principale motivo per cui l'autore, dopo aver compiuto e preparato per la stampa i primi due tomi, non si sentì nella possibilità di continuare.
Certo il Baudi era particolarmente noto per la capacità di reperire docu­menti inediti: si veda, ad esempio, tra tante, la testimonianza di Federico Sclopis, che nella sua Storia della Legislazione Italiana pubblica un dispaccio di Prospero Balbo dichiarando che gli è stato fornito dallo stesso Baudi.43) Questi, inoltre, ricercò verosimilmente del materiale a Parigi, dove quasi tutta trovasi raccolta la gran congerie di corrispondenze, abbozzi legislativi, relazioni, esposizioni ecc. che appartengono alla Repubblica e al Regno d'Ita­lia . *> Ma soprattutto negli Archivi generali del Regno, tra le carte Balbo e tra la corrispondenza ufficiale, il Baudi potè trovare una miniera preziosa di dati.
Che la Storia della monarchia piemontese scritta circa vent'anni dopo da Nicomede Bianchi allora sopraintendente agli Archivi piemontesi, 45> utilizzi per il periodo rivoluzionario lo stesso materiale adoperato dal Baudi, è la più evidente testimonianza della completezza e dell'attenzione dell'indagine baudiana anche se la linea ricostruttiva del nostro autore presenta una pro­spettiva di seria critica storiografica divergente da quella episodica e vaga­mente retorica del Bianchi.
A premessa della trattazione, il Baudi effettua una analisi sull'origine del pensiero di nazionalità e sul suo svolgimento fino alla Rivoluzione francese. Tale storia dell'idea di nazione appare originale e particolarmente notevole per i tempi, dato che i postulati teorici del principio di naziona­lità espressi in particolare da Romagnosi, Mazzini, Mancini, non implicavano l'esigenza di una indagine storica che, con sguardo critico, tracciasse le linee
) Mss. 1163, f. 3v.
*3> F. SCLOPIS, Storia della Legislazione Italiana, III, parte II, Torino, 18642 (ristampa anastatica: Milano, 1972), Documenti, I, pp. 729-740. È importante segnalare che lo Sclopis aveva anche ricevuto dal Baudi un altro dispaccio indirizzato da Prospero Balbo sempre al Priocca da Parigi il 6 dicembre 1789 e reperito dal Baudi tra i manoscritti appartenenti a Cesare Balbo (Accademia delle Scienze di Torino. Mss. 1455, f. 121.
44) cfr. G. GORRKSIO. Sunti del lavori scientifici cit., p, 250, che cosi si esprime in merito ai documenti del periodo rivoluzionario reperiti dallo Sclopis per la sua Storia della Legislazione.
45) N. BIANCHI, Storia della monarchia piemontese dal 1773 al 1861, II, Torino, 1878 e in particolare pp. 328-329; 355-369.
46) cfr. M. FOBINI LEUZZI, in Dizionario Biografico degli Italiani, X, Roma, 1968, s.v.