Rassegna storica del Risorgimento
BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno
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1983
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pagina
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268
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268
Laura Moscati
dell'evolversi del concetto per essa determinante. Questo è appunto ciò che, con straordinaria maturità storiografica e novità d'impostazione, fa il Baudi in apertura della sua opera.
Partendo dalla Constimi io Antoniniana de civitate, che cancellò ogni distinzione territoriale dell'impero, il Baudi vede infatti nella disgregazione e caduta di questo e nelle invasioni barbariche l'assoluta negazione di ogni pensiero d'Italia . Soltanto in seguito, con la formazione del Regno Italico, egli ritiene che s'introducano i primi ancorché deboli pensieri di nazionalità e di indipendenza , anche se la sede dell'impero era passata in Germania che indi a poco scioglieva di ogni vincolo dall'impero .m
Da allora fino al Risorgimento, continua il Baudi, gli imperatori tedeschi mantennero, abusando del nome di imperatori romani, una certa sovranità sull'Italia. Tale era stata la grandezza e sì potente viveva la memoria del Romano Impero che, non ostante la lontananza e la debolezza di molti fra gli imperatori, la loro autorità, convalidata dai papi col nome della religione, ed appoggiata dalla risorta giurisprudenza romana, veniva ammessa da quelli medesimi che ne scotevano il giogo. Un nuovo elemento di servitù, di divisione e di sventure s'introduceva in Italia . **>
Lungi dal considerare l'età comunale, sulla scia della tesi sismondiana come portatrice di rinascente libertà, il Baudi vede nei municipi medievali maggiori elementi intrinseci di lotta che non pensieri di nazionalità e di indipendenza. Anche se questo era il momento in cui si elevavano isolate le voci di Dante e del Petrarca, come semi gettati in terreno mal preparato , il pensiero di nazionalità non si diffuse né prese radice per allora in Italia.49)
Né migliore è considerata dal Baudi la situazione nel periodo degli Stati nazionali, in cui anche le scienze e le lettere non erano mai ispirate, come nei tempi migliori, né all'idea religiosa, che andava affievolendosi, né a pensieri di nazionalità, di patria o di libertà , perché anch'esse erano estranee alle reali esigenze e ai costumi del popolo. Da quest'immagine negativa dell'Italia del tempo, il Baudi esclude il solo Piemonte, per quella interpretazione sabaudistica del Risorgimento ispirata dall'ideologìa moderata secondo cui dalla casa di Savoia nacque prima in germe e poi si rafforzò fino ad affermarsi incontrastato il principio dell'indipendenza della nazione italiana: indipendenza che l'autore dell'inedita Storia considera implicitamente come la via ed il mezzo per la realizzazione dell'unità nazionale e che nelle speranze del '48 gli era sembrata già in via di realizzazione con l'annessione della Lombardia al Regno sardo e con la concezione di una monarchia dell'Italia settentrionale.
Dalle opere filosofiche e politiche francesi del Settecento si cominciò ad avvertire sempre più intensamente, secondo il giudizio del nostro autore, l'idea di libertà e di indipendenza, anche se gli scrittori italiani restarono immuni dal malcostume diffuso tra quelli d'oltralpe di guerra ad ogni
*n M*s. 1163, f, 8v. *> Ivi, ff. 8v-9v. *> Ivi, t lOv. W) Ivi, t 14v.