Rassegna storica del Risorgimento

BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno <1983>   pagina <269>
immagine non disponibile

C. Baudi di Vesme storico
269
legittima autorità, e alla religione ed a Dio . so In conseguenza della fioritura economica e sociale e delle trasformazioni ad essa connesse, che si erano realizzate ed intensificate dalla metà del secolo XVIII, la libertà italiana si sarebbe compiuta assai prima se quello stesso moto degli animi in Francia, che potentemente aveva conferito allo svolgersi dei sentimenti politici in Italia, non fosse scoppiato in una rivoluzione, che, abbattuto il trono e l'altare, e scossi dalle fondamenta tutti gli ordini antichi, percosse l'Europa di spa­vento e di meraviglia, e ne ridusse per più anni gran parte, e particolarmente questa nostra Italia, in servitù.52)
In realtà il giudizio positivo del Baudi sulle riforme economico-legislative dei sovrani settecenteschi, già proprio di larga parte della cultura iUumini-stica, riflette un motivo comune alla storiografia moderata dell'Ottocento. Coerentemente, il giudizio quanto meno problematico sugli effetti della Rivo­luzione francese rispecchia abbastanza chiaramente quell'atteggiamento tipico della visione moderata ohe preferisce le conquiste graduali e costanti mentre rifiuta ogni sovvertimento.
Iniziando la trattazione dal 1796, il Baudi si trova nella necessità di compiere frequenti richiami indietro nel tempo, per spiegare situazioni e momenti determinatisi all'inizio dell'epoca rivoluzionaria. Ne deriva, in parti­colare, un cospicuo panorama dell'evolversi degli Stati italiani dal 1790 al 1795. L'analisi dei vari Stati è condotta con estrema accuratezza attraverso dati sulla popolazione, sull'esercito, sulle imposte: elementi tutti che offrono un quadro particolareggiato sia della condizione interna, sia dei rapporti internazionali. Se, come era inevitabile, l'indagine sul Piemonte si rivela maggiormente approfondita e prioritaria, quella sugli altri Stati, benché meno documentata, offre spunti interessanti da non sottovalutare.
Per quanto riguarda la Lombardia, ad esempio, il Baudi pone in appen­dice un inedito quadro statistico presentato al Direttorio dai deputati lom­bardi nel giugno del 1796, che dà importanti ragguagli sulle entrate, le uscite e i costi delle singole merci, assai utile per comprendere la situazione econo­mica della regione.53' Molto approfondita appare anche la parte relativa alla Sardegna, basata essenzialmente, come l'autore stesso avverte, sull'accurata opera di Giuseppe Manno. 5) Inoltre, l'esperienza diretta acquisita dall'autore nel tentativo di industrializzazione agricola e mineraria di una zona dell'isola, accentuando il contatto continuo con gli autoctoni e con i problemi della loro terra, permette al Baudi di penetrare a fondo alcuni aspetti peculiari della società sarda.55)
50 Ivi, f. 16.
52) Ivi, f. 16V.
53) Mss. 1164, ff. 251v-253. 11 Baudi aveva trovato l'inedito quadro statistico della Lombardia annesso a un dispaccio del 30 giugno 1796 di Thaon di Revel, allora ambascia­tore sardo a Parigi.
54) G. MANNO, Storia moderna della Sardegna, dall'anno 1773 al 1799, Torino, 1842.
55) Mss. 1163, ff. 37v-38v: La povertà rendeva a quegli isolani, eccettuati i feudatari! e i più ricchi Ira '1 clero, pressoché impossibile il viaggio al continente; onde avveniva che lo spirito municipale, fortissimo in ogni isola, fosse nei Sardi eccessivo. Ogni persona non nativa di Sardegna reputavano straniera, ed a sé tutto il luogo qualsiasi che occupasse. Né poteva consolarli il pensiero de' Sardi che a vicenda fossero impiegati negli stati di Terra-