Rassegna storica del Risorgimento

BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno <1983>   pagina <270>
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Laura Moscati
Il costante interesse del Baudi per le vicende della Sardegna lo avevano indotto, nei primi mesi del '48, ad auspicare che, con l'entrata in vigore dello Statuto, si potesse giungere alla completa integrazione e fusione dell'isola con la parte continentale del Regno. Il Baudi aveva sottolineato tra l'altro l'oppor­tunità che potesse cessare il sistema censorio, opprimente per la stampa sarda, e che finisse il regime speciale, fondato sull'autorità non più giusti­ficabile di un viceré.
Nel presentare il vasto excursus sulle vicende degù Stati italiani prima dell'ingresso deì'Armée d'Italie nella penisola, il Baudi non può prescindere dall'introdurre un'attenta valutazione della Rivoluzione francese. Contro la parte della storiografia moderata in cui primeggiava il Botta, che tendeva a disancorare la storia del Risorgimento da quella della Rivoluzione fran­cese,5 il Baudi, come già il Balbo, riconosce nel processo rivoluzionario il successivo svolgersi del Risorgimento italiano.
La Rivoluzione, dunque, era riuscita a migliorare le condizioni della società civile, eliminando gli antichi privilegi detenuti dalla nobiltà e dal clero. Il Terrore, invece, capovolse la situazione, minacciando la stabilità all'interno e la libertà e l'indipendenza degli Stati vicini. Significativo a tale riguardo è anche il giudizio che il Baudi, riflettendo la nota tesi dell'abate Sieyès, dà del Terzo Stato considerato come generante il moto rivoluzionario e al contempo generato da quel movimento ideologico che lo contrapponeva all'aristocrazia àéY Ancien Regime: Il così detto Terzo Stato allora appunto in Francia non solo si era sollevato dall'antico nulla, ma tutta nelle sue mani andava raccogliendo la somma delle cose.58*
Gran parte dell'opera baudiana non poteva non essere incentrata sulla figura e sull'azione politica di Napoleone. Al giudizio che il Botta aveva dato dei Bonaparte concependo tutto il periodo rivoluzionario e napoleonico come una parentesi negativa per l'Italia, > si erano in seguito contrapposte le con­siderazioni del Balbo, ancorate ad un'indagine più equilibrata e assai meno parziale. Infatti, nel delineare la personalità e l'operato di Napoleone, il Balbo dava nel complesso un giudizio positivo anche se riconosceva nel generale una prevalenza delle qualità strategiche su quelle politiche.60)
Se le idee del Balbo concordavano nella sostanza con l'interpretazione dominante nell'ideologia liberale del Risorgimento, il Baudi, pur ponendosi su questa scia, superava tale tendenza storiografica, nel momento in cui, presentato un dettagliato profilo biografico del Bonaparte fino al 1796, lasciava emergere nettamente una spiccata esaltazione del personaggio. La storia forse, egli scrive ove non si tenga conto dei frequenti ma troppo più facili
ferma; poiché era caso raro, per la diversità delle ìnstituzionì, e perché pochi avevano mezzi o coraggio di cscire dell'isola... La moltitudine... misura con occhio geloso i Piemontesi che nell'isola avevano traffichi ed industrie e queste ordinariamente bene avviate e soverchiami quelle dei nativi .
56) Cfr. La Concordia, n. 41: 16 febbraio 1848.
57) Cfr. W. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento cit., p. 47. 5> Mas. 1163, f. 26v.
) Cfr. C. BOTTA, Storia d'Italia cit., capp. XII e XXII.
8 Cfr. C. BALBO, Della storia d'Italia dalle origini fino al nostri tempi Sommario, a cura di G, TALAMO, Milano, 1962, pp. 463464.