Rassegna storica del Risorgimento

BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno <1983>   pagina <272>
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Laura Moscati
II passo fin qui citato, nel quale il Baudi dipinge con efficacia il posto assegnato all'Italia nel quadro delle nazioni europee secondo il disegno napo­leonico, si basa sui Mémoires dictés ati comte de Montholon.67) Questo testo costituisce, infatti, una delle tante appendici ai volumi, in cui vengono ripor­tati importanti documenti in larga parte inediti. Si può reperire in quest'am­bito anche un gran numero di lettere del Bonaparte non raccolte nella Cor-respondance de Vemperetir, che proprio in quegli anni cominciava a vedere la luce per iniziativa di Napoleone III.
L'ingente materiale edito ed inedito vagliato e finemente utilizzato dal­l'autore nella stesura dell'opera, oltre a conferire un inestimabile valore alla trattazione, rappresenta una delle caratteristiche più peculiari per cui la Storia del Baudi si contraddistingue da quelle che la precedettero e la fiancheg­giarono. Negli anni in cui il nostro autore aveva intrapreso a scrivere i suoi volumi, oltre alle più volte ricordate opere del Botta e del Balbo, egli poteva essersi accostato alla Storia degli Italiani di Cesare Cantù69) e alla Storia d'Italia di Giuseppe La Farina.70) Mentre quest'ultimo traccia soltanto un breve excursus dei più notevoli avvenimenti italiani dalla Rivoluzione al 1815, senza puntuali riferimenti bibliografici,71) il Cantù, che aveva pubblicato proprio a Torino la sua Storia, dedica al periodo che interessa un capitolo abbastanza approfondito.72' Tuttavia, questi scritti non sono mai citati dal Baudi, che si riferisce verosimilmente alla sola Storia del Botta, secondo quanto egli stesso afferma nella parte introduttiva.
Comunque, queste opere non sembrano aver avuto una significativa in­fluenza sullo studioso subalpino, che invece potrebbe essere avvicinato ideal­mente alla Storia del Farini,73) per il pregevole metodo che questi inaugurò, secondo quanto riconobbe autorevolmente il Maturi.74) Quest'ultimo, infatti, sostiene che il Farini fu il primo a concepire lo svolgersi delle vicende storiche sulla base di ricerche archivistiche effettuate soprattutto all'Archivio di Stato di Torino, apertogli dal Cavour. Tale pregio rappresenta una peculiare carat­teristica che si riscontra anche nell'opera del Baudi, il quale, pur non citando mai lo storico romagnolo, sembra avere anche altri punti in comune con lui.
Ambedue derivano in parte i loro giudizi sulle riforme settecentesche, la Rivoluzione e Napoleone dal Balbo, mentre se ne staccano per quanto con­cerne la valutazione complessiva dell'operato del Bonaparte nei riguardi della
) Mémoires pour servir à l'histolre de France, sous Napoléon, écrits à Sainte-Hélène, par les généraux qui ont partagé sa captivité, et publiés sur les manuscrits entièrement corrlgés de la malti de Napoléon, tome III: Guerre d'Italie, écrit par le general comte de Montholon, Paris, 1823, p. 130.
6*) Cor respondance de Napoléon Ier publiée par ordre de l'empereur Napoléon III, I, Paris, 1858; II, Paris, 1859.
) Storia degli Italiani per Cesare Cantù, 6 voli., Torino, 1855-56.
70) Storia d'Italia narrata al popolo italiano da Giuseppe La Farina, 7 voli., Firenze-Torino, 1848-53.
7) Ivi, VII, parte III, Firenze-Torino, 1853, cap. XIII: Dei più notevoli avvenimenti d'Italia dalla Rivoluzione di Francia all'anno 1815, e in particolare, pp. 126-153.
72) C. CANTÙ, Storia degli Italiani cit., VI, Torino, 1856, pp. 301-335.
73) L. C. FARINI, Storia d'Italia dall'anno 1814 sino ai nostri giorni, I, Torino, 1854.
74) Cfr. W. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento cit., p. 225.