Rassegna storica del Risorgimento
BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno
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1983
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C. Baudi di Vesme storico
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penisola. Sia il Farini sia il Baudi, intatti, considerano positivamente l'influenza esercitata da Napoleone sugli Italiani, quale fattore stimolante per scuotere finalmente gli animi dal torpore e promuovere in essi con l'ideale della libertà l'inizio di un processo di trasformazione politica e sociale. Un parallelo più dettagliato tra le due opere è, però, impossibile, in quanto il Farmi, iniziando la sua trattazione dal 1814, accenna in breve al periodo precedente che, al pari del Baudi, egli considera un prologo del Risorgimento, senza peraltro approfondire l'analisi per ovvi motivi cronologici.
Che l'opera del Baudi sia basata su un materiale archivistico di prim'or-dine, è testimoniato sia da quanto l'autore stesso afferma nella prefazione, sia dalle già ricordate appendici, sia infine da un ragguardevole e assai rilevante materiale conservato ora nella Biblioteca Reale di Torino. Si tratta della vastissima Collezione Vesme , contenente documenti editi ed inediti relativi al periodo della dominazione francese.75) Tali carte, che almeno per quanto attiene ai manoscritti appartenevano a Secondo Maria Baudi di Vesme, nonno di Carlo, divennero, come ho potuto constatare attraverso un esame diretto, una fonte preziosa per il nostro autore durante la stesura dell'opera, che potè in questo modo valersi anche di una raccolta organizzata da persona che quel passato aveva vissuto e di cui aveva lasciato testimonianza.7
Peculiarità della formazione del Baudi era, come è noto, la sua naturale tendenza verso la storia giuridica; e anche in un'opera di impianto assai diverso, questa sua connotazione non poteva non essere espressa. Largo spazio viene, pertanto, dedicato dall'autore all'esame della Costituzione francese dell'anno III per la grande influenza esercitata in Italia sulle costituzioni giacobine di quel periodo, che, recependola, adattandola, integrandola, dimostrarono la prima anche se breve esperienza di rinnovamento politico e civile.
Questa parte della Storia, come si è in precedenza ricordato, era già stata letta dal Baudi all'Accademia delle Scienze, ed era divenuta anche oggetto di una lettera a Gaspare Gorresio, allora segretario della Classe di scienze morali, che, sugli appunti scrittigli dal Baudi, aveva redatto i riassunti della seduta.77' Dalla lettera in poohe ed incisive affermazioni, si può evincere il giudizio profondamente negativo che il nostro autore dà della Costituzione francese del 1795 e di quelle giacobine , allineandosi sulla scia di pensiero ispirata alle tesi moderate del Cuoco e del Botta prima, del Balbo poi. In generale egli scrive dò di quella Costituzione sfavorevole giudizio, come quella che, avendo posto per base la sovranità popolare, ne è poi l'assoluta negazione; non dà libertà e meno ancora eguaglianza; e stabilisce
75> Biblioteca Reale dì Torino, Miscellanea Patria, Mss. 173: Collezione Vesme relativa al periodo francese; Miscellanea stampe 586*592: Collezione Vesme relativa al periodo francese.
76) Secondo Maria Baudi (1750-1828), capostipite della linea di Vesme, fu tenente colonnello nel reggimento provinciale d'Ivrea (1795), poi in quello d'Aosta (1796) e infine maggiore generale. Cfr. A. MANNO, // Patriziato subalpino, il, Firenze, 1906, s.v.
77) Biblioteca Apostolica Vaticana, Fondo Paletta, Autografi e documenti, cart. 46, 0 33.34, La lettera è senza data ma fu scritta subito dopo la seduta dell'i 1 aprile 1861.