Rassegna storica del Risorgimento
BAUDI DI VESME CARLO SCRITTI INEDITI; BIBLIOTECA APOSTOLICA VAT
anno
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1983
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C. Baudi di Vesme storico
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per la mala scelta e la poca indipendenza dei giudici e quasi inconsistente la pubblica amministrazione per le deboli ed intralciate forme amministrative per le quali in breve tempo ogni ramo della cosa publica si trovò incagliato e in dissesto . 8l>
Il Baudi non si spiega come questa costituzione, di cui continua ad enumerare i difetti, si sia potuta reggere per quattro anni ed abbia potuto esser presa a modello dai paesi conquistati. Probabilmente molti fattori, sommati tra loro, contribuirono alla sua durata: lo spossamento dei partiti, il timore di peggio e la necessità di difendersi contro le congiure dei Baboeuf, dei Buonarroti e degli altri avanzi dell'antica fazione del Terrore .-
Può essere salvato tuttavia qualcosa in regime politico considerato dall'autore pari solo alla -dominazione straniera? Qualcosa che possa essere imitato nelle costituzioni dei popoli dove si vuole accoppiare libertà, stabilità e giustizia ? Il Baudi ritiene che sia utile se non la forma stessa almeno il principio delle elezioni politiche a doppio grado , che vorrebbe anche vedere introdotto nelle costituzioni italiane del suo tempo, per sottrarre le elezioni all'ingerenza del governo, alle mire degli agitatori politici e alla imperizia popolare. Il Baudi, inoltre, considera degna di nota la definizione delle controversie di carattere transazionale per mezzo di arbitri competenti. >
Per quanto attiene alle costituzioni giacobine , il Baudi le considera viziate dalla loro origine , poiché, dipendenti dal modello francese anche se in apparenza concesse da Stati formalmente indipendenti, risentivano della dominazione straniera, che tendeva ad impedire ogni sviluppo politico-istituzionale. Poche pertanto furono le variazioni dalla costituzione francese e di breve durata, ad eccezione della sola costituzione cisalpina del 1797, modificata l'anno successivo per il colpo di Stato del Trouvé, che visse tempo bastante da poter essere giudicata colla esperienza. Nel complesso, tuttavia, il giudizio del Baudi resta negativo nell'ipotizzare, qualora fosse durata la loro forma di governo, la completa anarchia, la guerra civile, la dominazione del primo Stato italiano o straniero forte per migliori istituzioni .Mì
Occorre evidenziare che il Baudi delle costituzioni giacobine esamina soltanto quella bolognese, che fu come è noto con quella napoletana del 1799 l'unica, anche se approvata dalla popolazione, a non essere posta in atto, essendosi mutate intanto le condizioni politiche di Bologna col sorgere della Repubblica Cispadana.85* L'ordinamento bolognese probabilmente simboleg-giava, nel giudizio dell'autore, il frutto del risveglio nazionale, motivo ispiratore della Storia d'Italia, in quanto rappresentava la prima carta costituzionale italiana, il documento giuridico che sanciva la prima vittoria della Rivoluzione nella penisola . *)
H giudizio del Baudi sull'esperienza delle istituzioni politiche della fine del Settecento riflette in sintesi la concezione del costituzionalismo liberale,
ai) Mss. 1164, ff. 270v-271v.
E) Ivi, f. 271v.
83) Ibidem.
m Ivi, ff. 271v-272v.
85) Ivi, f. 272v.
86) Cfr. C. Gius ALBERTI, Le costituzioni giacobine (1796-1799), Milano, 1957, p. 108.