Rassegna storica del Risorgimento

ASBURGO FEDERICO FERDINANDO LEOPOLDO (D'); CASONI GIOVANNI; REP
anno <1983>   pagina <281>
immagine non disponibile

Giovanni Casoni
281
il capo della sommossa del 3 agosto 1849, che aveva portato alla devastazione ed al saccheggio del palazzo Querini-Stampalia, residenza del patriarca Monico (reo di aver firmato tra i primi una petizione all'Assemblea in cui si invitava il governo a negoziare la resa).9)
Il fascicolo che avrebbe dovuto contenere il rapporto e la relativa pra­tica è vuoto 10> (ne è rimasta la sola copertina) e quindi l'unico riscontro possibile è il Protocollo del Dipartimento Marina11) da cui è stato riportato il riassunto, fatto in quell'epoca, del rapporto citato. Da esso si apprende che il 21 gennaio il rapporto venne spedito al Comitato di Pubblica Vigilanza per gli opportuni provvedimenti . Quali fossero questi provvedimenti 12> non è dato trovare nelle carte del Comitato stesso, che più non esistono. Si sa invece quale fu il comportamento successivo di don Montagna,13) da una lettera nella quale l'ing. Casoni (che come si è visto, aveva progettato e fatto mettere in opera il monumento, e che durante la rivoluzione aveva conservato il suo posto di Architetto Marittimo) testimonia su richiesta dello stesso Montagna gli avvenimenti del 21 e del 22 gennaio 1849. Scrive il Casoni: ricorderò dunque che la domenica 21 gennaro 1849, Ella venne in Arsenale al mio Uffizio, ed ivi, chiuse le porte e rimasti soli, mi significò che alcuni frenetici, senza rispetto alcuno per la Chiesa, erano trascorsi, verso di Lei con parole irriverenti e con minaccie di fatto, protestando che se Ella non toglierà subito quel Monumento di Sua Altezza, e quel vaso col Cuore di Lui, dal sito dove si custodiva, sarebbe stata adoperata la forza armata e proce­duto contro la di Lei persona; aggiunse che bisognava prendere un rimedio
9) Nel periodo tra le tentate violenze a don Montagna e quelle al patriarca Monico, Michele Caffi viene arrestato IMI giugno 1849 assieme ad altri due appartenenti al Circolo Italiano quali perturbatori della pubblica quiete; ritenendo il Manin troppo tiepido, pensavano di sostituirlo con un governo militare, e, a tale scopo, avevano promosso una riunione di ufficiali. Subito liberato, di lì a qualche giorno il 30 giugno aveva guidato una sassaiola contro le abitazioni di Nicolò Priuli e dell'abate Canal, rei di aver proposto in Assemblea di indagare quali fossero ormai i mezzi di resistenza .
io) Archivio di Stato di Venezia (A.S.V.), Governo Provvisorio, Dipartimento Marina, busta 420, fascicolo 194.
M Ivi, registro n. 1171.
12) il contrammiraglio Agostino Milonopulo, allora facente funzione di Comandante Generale della Marina, e il suo diretto superiore, il contrammiraglio Leone Graziani, triumviro e Capo del Dipartimento Marina, in una supplica all'imperatore Francesco Giuseppe per ottenere l'amnistia e quindi poter rientrare a Venezia dall'esilio di Corfù fanno notare come fu anche colle nostre precauzioni che, di concerto col Cappellano Montagna, riusci­rono vane le replicate minacce fatte da alcuni esagerati, onde fosse tolto dalla Chiesa di San Biagio il cuore di S.A.I. l'Arciduca Federico, e cosi che non fossero manomessi il ritratto di S.M, Ferdinando nell'Arsenale, e quello del prelodato Arciduca, e di varii Generali Austriaci nel Collegio, che tutti furono invece conservati . Cfr. A.S.V., Atti di Inquisizione e Purificazione degli Ufficiali, Impiegati ecc., busta 7, fascicolo 30, atto n. 309. Copia della supplica a S.M.I.R.A. Francesco Giuseppe di Leone Graziani e di Agostino Milonopulo. Corfù, 22 ottobre 1849.
13) Sacerdote vicentino di ottime qualità, come lo definiva il patriarca Monico nel proporne la conferma a Cappellano Maggiore per le truppe marittime. Cfr. S. TRAMONTIN, Cappellani militari e assistenza religiosa alle truppe a Venezia durante il Governo Provvi­sorio 1848-1849, in Risorgimento Veneto (Quaderni del comitato veneziano dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. 2), Venezia, Libreria universitaria editrice, 1976, p. 55.