Rassegna storica del Risorgimento

ASBURGO FEDERICO FERDINANDO LEOPOLDO (D'); CASONI GIOVANNI; REP
anno <1983>   pagina <282>
immagine non disponibile

282
Virgilio Giormani
immediato per evitare scandali e profanazioni da parte di quei disperati, perché non era questa la prima volta nella quale si permettevano scagliare sarcasmi virulenti ed immonde proteste, se si fosse ritardato di secondare le loro perverse brame, ed Ella concluse ricercando la mia cooperazione, al che io, di lieto animo ho dovutamente aderito. La mattina dopo del susse­guente giorno Lunedì 22 Gennaro, fatto prima apparecchiare in un vicino magazzino il materiale occorrente e serrata la chiesa, restammo rinchiusi, Ella, io medesimo ed il servo di sacristia, e ci accingemmo all'opera, prima col rimuovere il monumento che è di legname, e che venne riposto nel locale del campanile, poi, lasciato il vaso d'argento contenente il Cuore nella nicchia del muro, colle mie mani, assieme al servo, e colla di Lei continua assistenza venne regolarmente eseguita la muratura in modo che nessuna traccia esterna rimaneva nella nicchia per cui richiamare la profana attenzione degli stolti frenetici; per tal modo si è conseguito l'intento. Posteriormente, quando le armi vittoriose di S. M. Imp. e Reale, rioccuparono questa città, quel monu­mento, per di Lei ricerca, e per mia cooperazione, venne fatto rimettere al suo posto, ciocché accadde nel giorno Lunedì 27 Agosto 1849. 14>
Questa testimonianza del Casoni era stata sollecitata come si è detto da don Montagna. L'occasione era stata una funzione commemorativa per l'arciduca Federico, tenuta il 7 ottobre 1850 nella chiesa di Malta ove riposano le di lui ceneri... preferita all'altra di S. Biagio dove è custodito il cuore di Lui, per riguardo alla convenienza del sito, e pel comodo dei convenuti . *3>
Nello stesso giorno il Montagna aveva scritto una lettera all'arciduca Alberto fratello maggiore di Federico e capo della casata, in cui ricordava come gli era riuscito non senza grave rischio della sua persona di salvare dalla più volte minacciata profanazione e dallo immediato disperdimento il Vaso contenente il prezioso Cuore del nostro bene amato Arciduca Federico...
*C9i
M) Casoni a Montagna, Venezia, 13 dicembre 1850, in Ms. Cicogna 3663/10.6 (= 3375), ove è copia della lettera: la minuta è in ivi, 3648/IV.9 (= 3361). Perché Michele Caffi ce l'aveva tanto con la Marina? Semplice protocollista di consiglio del Tribunale di Prima Istanza Civile di Venezia, egli aveva chiesto il 31 marzo 1848 al Governo Provvisorio il posto di Auditore Generale per la Marina posto precedentemente coperto da un tenente colonnèllo ma gli fu risposto il 1 aprile che la carica era già stata affidata a Francesco BenateMi, consigliere del predetto Tribunale. Questo rifiuto potrebbe forse spiegare una sua latente ostilità verso la Marina, esplosa più tardi quando già molti veneziani pensavano Che l'inerzia della Marina fosse dovuta alla propensione di molti ufficiali superiori a non compromettersi troppo con azioni belliche contro l'Austria, della quale ritenevano ormai imminente il ritorno. Curiosamente il cappello da cerimonia e la spada con bandoliera dell'arciduca Federico, custoditi come si è visto in Arsenale, furono riposti, forse per non dare troppo nell'occhio, in un armadio della stanza proprio dell'Auditore Generale, da dove furono trafugati al principio del luglio 1849. Oltre a V. MARCHESI, Storia documentata della rivoluzione e delta difesa di Venezia negli anni 1848-49, tratta da fonti italiane ed austriache, Venezia, Arti Grafiche, 1916 e [L. TERZAOHI], Venezia dal maggio al 16 agosto 1849 (diario di uh anonimo), in Miscellanea Veneziana 1848-1849, Roma, R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, 1936, p. 140 sgg.; vedi anche l'appassionata difesa che fa di Ippolito Caffi il pronipote G. Avon Caffi in Miscellanea cit., pp, 17-41. Per il posto di Auditore Generale chiesto da Michele Caffi, efr, A.S.V., Governo Provvisorio, Dipartimento Marina, Registro n. 1169. Per il furto dei cimeli dell'arciduca Federico, cfr. ivi, busta -126, n. 2847.
5> Ms, Cicogna 3650/2.3 (=- Ì363).