Rassegna storica del Risorgimento
ASBURGO FEDERICO FERDINANDO LEOPOLDO (D'); CASONI GIOVANNI; REP
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1983
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Giovanni Casoni
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Si può pensare che il Casoni non sia riuscito a ottenere l'unanimità e nemmeno la maggioranza dei consensi da parte degli ufficiali e funzionari della Marina (che lo Zichy, comandante della città e fortezza di Venezia, consigliava in una delle sue relazioni a Vienna, addirittura di allontanare da Venezia, perché intimamente convinto che fossero d'accordo coi rivoluzionari).59) Potrebbe esser quindi riuscito a don Montagna quello che il Casoni non aveva potuto ottenere.
Sta di fatto per concludere la questione delle due suppliche che, mentre la seconda, sicuramente inviata, ebbe un immediato riscontro a vantaggio del Casoni (anche se gli rimase addosso quella benedetta provvisorietà ), la prima probabilmente non fu spedita, o se fu spedita non andò a buon fine, considerando che nella Gazzetta Uffiziale di Venezia (sempre pronta a riportare notizie del genere, specie dopo il '49) e nelle carte Casoni non appare traccia di un qualche favore imperiale ottenuto né per sé, né per l'amico don Montagna e nemmeno per il sacrestano. Da quel momento le carte Casoni non parlano più del cuore dell'arciduca. Il Casoni solo nel 1856 ottenne il grado di Ingegnere Superiore e, dal 13 dicembre dello stesso anno, l'incarico di direttore del museo di Marina, da allestire nell'Arsenale di Venezia: si tratta però di una giubilazione più che di una effettiva promozione.
Dal marzo 1848 l'Austria si era trovata a Pola e a Trieste con una flotta piuttosto carente di ufficiali, e per far fronte alle necessità immediate, aveva immesso nei ranghi della Marina un certo numero di ufficiali del Genio, continuando poi a farlo quando, con la rioccupazione della piazzaforte di Venezia e l'esilio di tutti gli ufficiali e di alcuni funzionari compromessi, si era reso necessario compiere altre sostituzioni.60) In tal modo, l'elemento italiano in questi ranghi, veniva perdendo la sua consistenza numerica: si continuò su tale strada e, nel novembre 1856, vennero aggregati altri quattro ufficiali del Genio alle fabbriche marittime di Trieste e di Venezia, con il conseguente allontanamento dal servizio di altrettanti funzionari, che furono passati al servizio civile presso le Direzioni Provinciali delle pubbliche costruzioni di Trieste e di Venezia, purché trovati idonei, come fu per
55) y. BENKO VON BOINIK, Geschichte der k.k. Krìegs-Marine wahrend der Jahre 1848 una 1849, Wien, Gerold C., 1884, p, 49. Ciò per altro contrasterebbe con quanto afferma lo stesso Benko più avanti, quando parla della traslazione della salma di Federico, avvenuta il 17 gennaio 1848. In tale occasione dagli appartenenti della Marina si ebbero solo le più leali dimostrazioni... il corpo degli ufficiali si era quotato per la spesa della costruzione di un busto dell'estinto, che doveva venir dedicato al collegio di Marina . Cfr. ivi, p. 54. In un lavoro più recente sulla marina austriaca, si accenna solo al fatto che nel marzo 1848 l'urna con il cuore fu collocata nella chiesa parrocchiale della Marina in una cornice artisticamente lavorata . Cfr. A. VON KHUEPACH, H. VON BAYER, Die Ssterreichisch-venezìanische Kriegsmarine, Graz-KOln, H. Bohlaus. 1966, p. 144. Sull'arciduca Federico e Venezia v.a. l'Appendice VI.
49 Da quel tempo era perciò nata tra H Genio e la Marina una accanita rivalità che si noterà persino nel tono gelido e piuttosto legnoso del comandante supremo del Genio, l'arciduca Leopoldo, in una lettera di congratulazioni all'ammiraglio TegetthofT dopo la battaglia di Lissa. Cfr. A. Fiupuzzi, La campagna del 1866 nei documenti militari austriaci. Le operazioni navali, Padova, Università degli Studi, 1966, p. 215 (Recensione di A. WANDRUSZKA in Rassegna storica del Risorgimento, a. LIV (1967), p. 42).