Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI SICILIA 1912; NAZIONALISMO SICILIA 1910-1912; <
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1983
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Origini del nazionalismo in Sicilia
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poeta messinese Enrico Cardile, 24> mentre, più occasionali erano gli interventi di Antonio Anselmo, j Aldo Chierici > e Raffaello Berardi. Corrispondente da Tripoli era, infine, Edoardo Carretta.2*)
24) Enrico Cardile, poeta, nacque a Messina il 19 marzo 1884. Si formò alla scuola di G. A. Cesareo. Ammiratore sin da giovane di Pascoli e D'Annunzio, ma soprattutto di Carducci, sempre a Messina pubblicò saggi e poesie simboliste sulla rivista Ars nova, espressione di un gruppo di giovani letterati, noto come il Cenacolo simbolista , nel quale primeggiava A. Toscano. Cardile e Toscano, nel 1900, fondarono un altro giornale letterario di breve vita: Le Parvenze. Furono quelli anni di studio e di intensi dibattiti letterari e filosofici. Cardile prese ad interessarsi di filosofia orientale e divulgò presso il pubblico siciliano le opere di poeti francesi della seconda metà dell'800. Si avvicinò anche alle correnti patriottiche ed irredentiste, opponendosi sempre al dilagare del materialismo, del positivismo e del socialismo. Divenuto impiegato dell'Ufficio Distrettuale delle Imposte, Cardile, dopo un breve soggiorno in Lucania, venne trasferito a Palermo, ove si inserì ben presto nella vita culturale della città. Qui fondò, con il Biondolillo, la rivista d'avanguardia il Corbaccio e, nello stesso perìodo, fu attratto dal futurismo, nel quale gli sembrò di scorgere una evoluzione della poetica simbolista. Nell'aprile del 1911, Marinetti, parlando a Palermo, lo indicò come uno dei futuristi locali, insieme ad A. Mazza ed a quel Federico De Maria con il quale Cardile strinse una lunga amicizia. Scrìsse poi su Tripoli italiana ed altre riviste e, sempre nel 1912, si allontanò dal futurismo, non condividendo le tesi esposte nel Manifesto tecnico della letteratura futurista . Dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale, il poeta si trasferì a Catania, ove diresse, dal 1918 al 1921, il Giornale dell'isola. Nel 1923 venne chiamato dal Ministro dei Lavori Pubblici, G. Carnazza, a Roma, a dirigere la sua segreterìa particolare. Qui rimarrà fino al luglio del 1924. impossibile, in questa sede, dilungarsi ulteriormente nel ripercorrere le tappe dell'intensa vita culturale di E. Cardile, che morirà a Siracusa il 13 marzo 1951. Vedi la biografia scritta da F. Beccaro sul Dizionario biografico degli italiani, voi. XIX, pp. 776-779, Roma, 1976.
25) Tripoli italiana dedicherà ad Antonio Anselmo una delle sue pagine dei profili (n. 3, p. 45). Da essa apprendiamo che l'Anselmo, allora trentenne, era nato in provincia di Messina. Da giovane dovette trascurare gli studi e lavorare per aiutare economicamente la numerosa famiglia. Tornato, però, dal servizio militare, si dette agli studi con grande perseveranza. Anche se non ebbe maestri, rinunziando ad ogni svago e spesso anche al sonno, acquisi, in breve tempo, una vasta erudizione. Iniziò quindi la carriera giornalistica presso quotidiani e riviste siciliane e diede alle stampe numerosi volumi, soprattutto di poesia {Canto de la ricordanza, Primu vola, l'ode Al mare, il poemetto Dopo il tramonto, il bozzetto in un atto L'onore!, ed il dramma dialettale Matri), ma anche un saggio su Mario Rapisardi, l'uomo e l'opera.
2*) Aldo Chierici, pubblicista, nacque ad Ancona il 4 ottobre 1867. Fu redattore e collaboratore di diverse testate: Coffaro, Messaggero, La Nazione, Nuovo Giornale, Secolo, Tempo di Roma, Travaso delle idee. Lo ritroviamo, all'inizio degli anni '30, corrispondente per l'Italia dell'Agenda Americana di Rio De Janeiro e direttore di Italia estiva di Mon-tecatini. Fra le sue opere, ricordiamo: f portieri (Roma, 1889); // popolo in pretura (Roma. 1891); Alla conquista del Papato (Roma, 1898); Nel paese della Mezzaluna (Roma, 1900); // quarto potere a Roma (Roma, 1905); A Tripoli d'Italia (Pistoia, 1912); Eva dopo il peccato (Pistoia, 1918); Italiani ed arabi in Libia (Roma, 1919).
27) Sulla figura e l'opera di Raffaello Berardi, che spediva i suoi articoli per Tripoli italiana da Catania, nonostante numerosi e ripetuti tentativi, non siamo riusciti a trovare notizie bio-bibliografiche.
28) Edoardo Carretta, avvocato e giornalista. Nel 1912, oltre che collaborare con la nostra rivista, dirìgeva a Tripoli un altro quotidiano in lingua italiana di recente creazione, il Corriere di Tripoli. Venne, però, coinvolto in un incidente di cui parla, senza specificare di cosa si trattasse con precisione, Tripoli italiana (n. 7-8, p. 1) in seguito al quale Carretta verrà tratto in arresto.