Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI SICILIA 1912; NAZIONALISMO SICILIA 1910-1912; <
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1983
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307
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Origini del nazionalismo in Sicilia
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Considerata nel suo complesso, la rivista ha un taglio prettamente cronachistico, essendo predominante la parte riservata alle notizie, ma ciò non toglie che in essa vengano ospitati articoli di più. ampio respiro e di notevole interesse. Del periodico possono essere consultate, presso la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, i primi otto numeri, dal gennaio al luglio-agosto del 1912.
Non sappiamo se Tripoli italiana cessasse dall'estate del 1912 le proprie pubblicazioni o se, come annunziato più volte, sia pur non nascondendo le difficoltà inerenti al progetto, uffici e tipografia furono effettivamente trasferiti da Palermo a Tripoli, ove la rassegna avrebbe dovuto assumere la nuova duplice veste di quotidiano-settimanale.33) Noi, in ogni caso, non abbiamo trovato traccia alcuna che possa confermare l'avvenuto trasferimento a Tripoli ed il proseguimento colà della stampa della rassegna.
Dall'analisi dei fascicoli pervenuti, emerge chiaramente come il mensile faccia propria l'impostazione ideologica nazionalista, sia per quel che concerne le tematiche politiche, sia per quelle economiche. L'impresa di Libia, quindi, per i collaboratori della rivista, come per tutti i nazionalisti in quel momento politico, avrebbe finalmente chiuso un periodo della storia nazionale caratterizzato, soprattutto per quel che riguardava la politica estera, da umiliazioni e rinunzie, e ne avrebbe aperto un secondo contrassegnato, questo, per il nostro paese, dall'assunzione del ruolo e delle responsabilità di grande potenza.
Dacché scomparve la figura di Francesco Crispi ricorda Tripoli italiana l'Italia in fatto di politica estera non ha mai affrontato i problemi che le si sono presentati; ha preferito, per contro, rinviarne sine die la soluzione, fingendo di ignorarne la importanza e l'urgenza .M) Ma ora, finalmente, si passava all'azione, dopo un periodo troppo lungo dedicato alla preparazione diplomatica e dopo tanti tentativi di penetrazione economica costantemente ostacolati dalle autorità ottomane e da quelle tripoline. Era un'azione che riscattava l'umiliazione subita a Tunisi per opera della Francia, e che ci ha dato modo di giudicare della giovinezza imperitura della nostra razza, misurata alla stregua dei santi interessi, dell'ardire, dell'onestà e della forza; poi ch'essa ha scoperto a noi stessi, anco una volta, e mostrato ai mondo intero che cosa sieno in Italia fede, cortesia, amore, bontà e gratitudine .
L'occupazione della Tripolitania, si scrive compiuta pel fermo concorde volere della Nazione, mercé il patriottismo degli uomini di Governo, ha fatto vibrare due grandi forze, che compendiano decisivi coefficienti di progresso e di civiltà: la fiducia dell'Italia in se stessa, e la persuasione della sua energia morale. [...] L'impresa tripolina rappresenta non un capriccio di avventura o cupidigia di conquista, ma riassume nel dovere della civiltà tutta la vigile difesa dei nostri interessi e del nostro avvenire in rapporto al problema espansionista dovuto alla nostra esuberante popolazione in aumento . *> Ma Tripoli avrebbe dovuto costituire il primo passo di questa politica
33) Tripoli italiana, n. 6, p. 1; ed anche n. 7-8, p. 1.
*) hi, n. 1, p- 14: La politica estera e l'ultimatum.
35) /vi, n. 2, p. 34: ANTONIO ANSELMO, Entusiasmi e gentilezza italica.
3*) ivi, n. 1, p. 3: // domani di Tripoli,