Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI SICILIA 1912; NAZIONALISMO SICILIA 1910-1912; <
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1983
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308
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Maurizio Scaglione
espansionistica in Africa. La Tripolìtania è la via naturale delle carovane per il Sudan occidentale. Per mezzo del golfo delle Siiti, che forma nella massa del continente africano una insenatura la cui media lunghezza è di circa 500 km., il viaggio attraverso il deserto fino alle fertili terre dell'interno è abbreviato d'un quarto; la strada da Tripoli al lago Isad è relativamente facile, perché le oasi del Fezzan ed altre forniscono punti di ottima sosta alle carovane. Ed il viaggiatore Rohlfs, consigliando l'Italia alla conquista, affermò: Chi possiederò Tripoli, possiederò, il Sudan . 37>
La guerra di Libia veniva, inoltre, considerata come una guerra colonizzatrice, più che coloniale; era un nostro compito fondamentale affermava la rivista riportare in Tripolitania quel progresso e quella civiltà che il barbaro governo turco le negava, La barbara lacuna del Mediterraneo sarà dai nostri figli colmata per sempre ad onore e vantaggio della Patria comune . **> I turchi venivano disegnati, sulle pagine di Tripoli italiana, come incivili, crudeli, che fan fuoco sulla Croce Rossa, e non rispettano i prigionieri, e crocifìggono e tagliuzzano i vivi e i morti >hM
Pietro Villasevaglios giungeva perfino a negare all'Impero ottomano la qualifica giuridica internazionale di Stato. Basta dare uno sguardo al nostro diritto internazionale pubblico positivo sosteneva per vedere come la Turchia non sia, a rigor logico e giuridico, un vero Stato, ma bensì un'Orda, cioè un tipo sociologico-politico inferiore allo Stato. In Tartaria la parola Orda servì appunto a qualificare la primitiva unità tattica dell'organizzazione di guerra di Gengiskan e dei gengiskanidi. Ed infatti nella Storia i Turchi si annunziano come depredatori, e tali rimangono sempre . **>
La semi-sovranità dell'impero turco, sempre secondo Villasevaglios, sarebbe dimostrata dal regime delle capitolazioni ad esso imposto dalle potenze europee; tal fatto dimostrerebbe come esso non sia affatto una persona internazionale sui iuris e pieni iuris, non avendo la pienezza dell'autocoscienza giuridica e politica, l'autonomia dell'imperio e della giurisdizione . 41>
Ad un nemico così barbaro, guidato da un Enver Bey ohe Enrico Cardile poteva presentare, non come un secondo Napoleone, come volevano i turchi, ma come un codardo che preferì la fuga quando si trovò di fronte i nostri soldati,42* faceva riscontro una Nazione, quella italiana, unita nella ferma volontà di impresa civilizzatrice. Questa unità di intenti, di tutti i ceti, le classi, i gruppi politici, avrebbe trovato manifesta espressione il 22 febbraio 1912, quando, con votazione quasi unanime, la Camera approvò il R. Decreto del 5 novembre 1911, con il quale venivano annesse al Regno d'Italia le due nuove provincie di Tripolitania e Cirenaica.
In Europa la decisione italiana di intervenire militarmente in Tripolitania, aveva suscitato ben pochi entusiasmi e molte critiche. Vero è, com'è
37) Ivi, n. 1, p. 6: DOCTOR, La Tripolitania. 3*) Ivi, n. 1. p. 4: ti domani di Tripoli. 39) Ivi, n. 1, p. 15.
*D Ivi, n. 1, pp. 64-65: PIETRO VILLASEVAGLIOS, La guerra italo-turca dal punto di vista del diritto internazionale. 4D Ibidem,
42) Ivi, n. 3, pp. 47-48: ENRICO CARDILE, // fantoccio di Napoleone.
43) Ivi, n. 3, pp. 41-42: Patriottismo italico.