Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI SICILIA 1912; NAZIONALISMO SICILIA 1910-1912; < anno <1983>   pagina <314>
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Maurizio Scaglione
italiano, che i nostri connazionali meno fortunati, nell'illusione di assicurar un miglioramento delle condizioni economiche a se stessi ed alla propria famiglia, cedessero alla tentazione di emigrare in terra straniera, dove, inoltre, avrebbero dovuto far a meno di un'efficace tutela giuridica da parte delle autorità italiane, e avrebbero finito per sostituire i negri e i cinesi nei lavori manuali che li abbrutiscono e li rendono immemori della Patria, meno­mando la loro diginità di esseri civili . 62> Individuarono, quindi, nella Trìpo-litania, vicina, ma poco conosciuta, questa terra da colonizzare, e, per avva­lorare la loro tesi, dopo rapidi viaggi, conclusero che vi era terra fertile, sufficiente per i nostri contadini. E, quando le loro conoscenze personali non bastavano, essi supplivano con la comparazione con la Tunisia, e poi con i ricordi storici.
È, peraltro, da notare, che nei lunghi anni durante i quali la diplomazia italiana tesseva la complicata trama tendente ad affermare il diritto del­l'Italia su Tripoli e, sia pur con modesti risultati, cercava di organizzare una penetrazione economica in quella regione, nessuna indagine governativa era stata ordinata per approfondire la conoscenza sulla Tripolitania e per studiare le possibilità legate ad un'ipotesi di colonizzazione agricola. Soltanto a metà del 1912, viene riportato da Tripoli italiana che l'on. Nitti, ministro dell'Agri­coltura, Industria e Commercio, aveva nominato una commissione speciale con lo scopo di rendere edotto il governo centrale sulle risorse ed esperimenti di coltivazioni in Libia .e)
Ma, ciò nonostante, i contadini del Mezzogiorno e quelli siciliani in partir colare, avrebbero risposto con grande entusiasmo alla propaganda pro-Tripoli dei gruppi nazionalisti, il che è ampiamente dimostrato dal moltiplicarsi di iniziative di grande interesse come, soprattutto, la costituzione, nel novembre del 1911, a Caltanissetta, della Società Cooperativa Siciliana per la coloniz­zazione agricola della Tripolitania e della Cirenaica , la prima del suo genere, che riuniva un nucleo di circa diecimila contadini siciliani pronti a recarsi in Libia quando fosse cessato il crepitio delle armi, M> ed ai quali l'on. Giolitti ha promesso, dietro infinite congrue richieste, larghi ed immediati aiuti per la esplicazione del loro programma . **) Questa, come le altre associazioni del genere che andavano costituendosi per la colonizzazione di Tripoli e Cirene, ricorda Raffaello Berardi, intendeva riunire le disperse energie siciliane, per coordinare un lavoro d'intesa, atto a dare in appresso le più belle soddi­sfazioni per il nostro orgoglio di italiani, e di civili colonizzatori . w Già nel novembre 1911, inoltre, si parlava di circa ventimila richieste di passaporti per la Tripolitania, molte delle quali avanzate da contadini siciliani, mentre, dall'America e da Tunisi, molti gruppi di emigrati pensavano ad un loro trasferimento nelle nuove province italiane.*7)
**> L'Ora, 16-17 settembre 1911, p. 4: Associazione Nazionalista.
W Tripoli italiana, n. 5, p. 15: Una commissione governativa per le coltivazioni in Libia.
**> Ivi, n. 1, p. 4: // domani di Tripoli.
*B Ivi, n. 4, p. 63: / lavoratori della terra e la Libia.
**> Ivi, n. 6, p. 5: RAFFAELLO BERARDI, Colonizziamo le nuove terre: un appello ai capitalisti ed ai lavoratori della Sicilia.
*7> G. VOLPE, op. cit., p. 359.