Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI SICILIA 1912; NAZIONALISMO SICILIA 1910-1912; <
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1983
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315
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Origini del nazionalismo in Sicilia 315
Il mito creatosi intorno alla Tripolitania, negli anni successivi era destinato a svanire. Le condizioni naturali non erano propense ad insediamenti massicci di coloni. La Libia non avrebbe risolto, come voleva Corradini, il problema dell'emigrazione meridionale. Le nuove terre, oltre a non essere per la maggior parte né fertili, né ben irrigate, non erano nemmeno ras nut-lìus, e quindi non erano disponibili per il lavoro dei nostri contadini.
Per mettere a coltura quei terreni bisognavano opere irrigue, attrezzi, bestiame, ecc., in altre parole capitali da investire; capitali di cui i contadini del Sud e della Sicilia non disponevano. E poi ci voleva tempo, molto tempo, affinché la terra ricompensasse il faticoso lavoro e i denari impiegati. I contadini siciliani preferirono ben presto solcare nuovamente l'Oceano, recarsi ancora nelle Americhe dove, non adibiti più ai lavori agricoli, speravano di raggranellare il più velocemente possibile quella piccola fortuna, così da poter tornare al proprio paese, presso la propria famiglia, e qui comprare un terreno, una casa.
H processo di sfruttamento agricolo della Libia fu frenato anche dall'incapacità dello Stato di organizzare la nostra emigrazione, sostenendola con opportuni incentivi. Infine, lo scoppio della prima guerra mondiale avrebbe altrove indirizzato gli sforzi della Nazione, cosicché soltanto durante il periodo fascista venne iniziata un'opera coordinata per la colonizzazione della Tripolitania.
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Anche fra i ceti commerciale, industriale e finanziario si diffuse rapidamente il consenso per l'intrapresa conquista della Tripolitania. I commercianti, in particolare, erano interessati al prevedibile sviluppo dei traffici con la nuova colonia, soprattutto dopo la caduta dei tanti ostacoli da sempre frapposti dalle autorità ottomane e tripoline ai nostri tentativi di penetrazione economica e commerciale. Lo scambio dei prodotti, con una più razionale offerta e domanda delle merci sosteneva Carlo Di Blasi accrescerà l'importanza dei mercati della Tripolitania, come una ben disciplinata amministrazione civile, aumenterà il prestigio d'Italia nelle nuove colonie .m
Gli industriali ed il mondo della finanza contavano, altresì, nelle già preannunziate decisioni del governo circa quei lavori pubblici che venivano reputati indispensabili per garantire alla nuova colonia uno sviluppo economico ordinato. Così si attendeva che, completata la conquista, si indicessero eli appalti per i porti di Tripoli e Bengasi, per i pontili di Misurata, Berna, Tobruk ed Homs, per la ferrovia di penetrazione da Tripoli verso il Garian, per la costruzione di strade e linee telegrafiche. *) Considerato, inoltre, il clima temperato di cui godeva, nei mesi invernali, la nuova colonia, si pensava dì trasformare Tripoli in una ben organizzata stazione climatica da porre in concorrenza con quelle egiziane.70'
Si attendeva, infine, che successive approfondite indagini provassero se
<*> Tripoli italiana, n. 2, p. 23: CARLO DI BLASI, Tripoli si civilizza.
) Ivi, n. 1, p. 4: Il domani di Tripoli.
Tty Ivi, n. 4, p. 65: VBCTOR, In giro per l'Italia. Tripoli stazione climatica.