Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI SICILIA 1912; NAZIONALISMO SICILIA 1910-1912; < anno <1983>   pagina <316>
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Maurizio Scaglione
erano fondate le notizie circa la presenza di giacimenti di zolfo e di fosfati in Tripolitania. La propaganda nazionalista pro-Tripoli italiana in Sicilia aveva insistito spesso su questo tema. Se veramente queste notizie avessero trovato conferma, quei giacimenti, se sfruttati da altri, avrebbero minacciato la sopravvivenza dell'industria dello zolfo siciliana. E questo, quindi, era un ennesimo buon motivo per andare a Tripoli. È per questo che dev'essere segnalato il fatto che Tripoli italiana, che del mondo nazionalista siciliano era pur espressione, tratti codesto tema con infinite cautele, sfiorandolo appena, non soffermandosi su di esso che rarissime volte. Il distacco con il quale viene affrontato, confrontato al calore ed al lirismo con cui vengono approfondite le problematiche inerenti alla colonizzazione agricola, non può che sorprendere. Molto riservate si legge nella nostra rivista in uno dei rarissimi accenni sono oggi le previsioni per Io sfruttamento di giacimenti di zolfo e di fosfati e di altri minerali, perché al riguardo dovranno compiersi accurati studi di ricerca; ma promettenti appaiono le previsioni per tutte quelle industrie che hanno invece per materie prime i prodotti del suolo .71) Tripoli italiana sembra quasi voglia tener conto dei risultati dell'inchiesta della I.T.O., riportati dalla Voce: Era stato affermato che il paese aveva una importante ricchezza naturale, ma noi non ne trovammo traccia. Le con­dizioni geologiche rendono molto improbabile la presenza di minerali che abbian qualche valore . TO
Nel frattempo, il governo cominciava ad organizzare un'azione razionale di studio, anche sull'aspetto dei lavori pubblici. Così il Ministero competente creò un proprio ufficio speciale, che avrebbe dovuto interessarsi di tutti i problemi relativi alle costruzioni ferroviarie, ponti, strade, bonifiche, alle quali opere lo Stato dovrà subito provvedere per la messa in valore della nuova colonia w.73 Alle banche d'emissione, Banco d'Italia, di Sicilia e di Napoli, venne poi data disposizione dal Consiglio dei Ministri affinché apris­sero proprie sedi e filiali in Tripolitania e Cirenaica.74* Ed il Banco di Sicilia rispose sollecitamente, inaugurando una sede a Tripoli verso la fine del 1912.
La nostra rivista, però, dovette ben presto denunciare le difficoltà che i privati imprenditori e le organizzazioni commerciali incontravano nell'ope-rare nelle nuove province, difficoltà causate dal disordine che regnava negh uffici statali appena creati, da certa incompetenza dei funzionari, e da lungag­gini burocratiche. Significativa è la polemica sviluppatasi su Tripoli italiana circa l'opera della neonata Camera di Commercio libica.
In un primo momento, ampio fu il rilievo dato alla notizia della creazione di una istituzione che avrebbe dovuto coordinare il nuovo sviluppo economico della Tripolitania, sviluppo che si sarebbe dovuto ripercuotere felicemente sulla vita economica dell'intera nazione. Il proclama che il gen. Salsa, coman­dante della piazza di Tripoli, inviò a tutti i Prefetti e presidenti delle Camere di Commercio d'Italia per annunziare loro la nascita dell'istituto libico, venne per intero riportato sulla rivista. In esso si leggeva che scopo precipuo
71) Ivi, n. 1, p. 4: Il domani di Tripoli. K) G. PREZZOLINE op. eli., p. 708.
73) Tripoli Italiana, n. 3, p. 54: Ufficio dei Lavori Pubblici In Tripolitania.
74) ivi, n. 1, p. 20: Gl'istituti di emissione in Tripolitania.
75) ivi, n.*5,' p. 14: La sede'del Banco di Sicilia a Tripoli.