Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1983
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Emilia Morelli
quale, alcune volte, istituisce pratiche anche su argomenti che non sfoceranno in iniziative legislative. È il caso degli Avvocati di S. Pietro (1877) e degli studi sull'asse ecclesiastico nei quali si esaminano le confraternite, la situazione del Pantheon e dell'Abbazia di Superga, le case religiose in Terra-santa e le Cappelle palatine.
Colui che aveva già auspicato la soppressione delle decime nel 1875, ora si preoccupa della situazione siciliana che gli viene illustrata da Saverio Friscia in una lettera del 22 novembre 1877.
Quanto ai vescovi, abbiamo elenchi precisi di quelli di Regio Patronato nel Napoletano e in Sicilia ai quali, per questa qualifica, era stato negato VExequatur ed anche degli altri che l'avevano ottenuto.
Mancini aveva fatto parte della Commissione per la riforma dei codici sardi e, in questo contesto, si era occupato del matrimonio civile. I verbali delle sedute sull'argomento (novembre 1850-marzo 1851) sono inseriti nella pratica classificata Matrimoni illegali del 1877, che accomuna la necessaria sanatoria per le unioni solo religiose celebrate nel regno meridionale, il matrimonio dei preti e il divorzio.
Una notevole quantità di giornali accompagna le disposizioni del 1877, secondo le quali doveva essere chiesta l'autorizzazione delle autorità civili per le processioni.
Ci si aspetterebbe di più dalle cartelle dedicate alla famosa legge sugli abusi del clero. Vi sono dati statistici, precedenti parlamentari, lettere di Carlo Cadorna, Fedele Lampertico, Sebastiano Tecchio, Carlo Alfieri, Alvise Mocenigo e, soprattutto, la prova, attraverso le giustificazioni di assenza, che i timori sul risultato negativo della votazione al Senato erano stati previsti e si era cercato di scongiurarli con pressioni sugli amici del ministero.
La situazione della Magistratura preoccupava il Ministro. Di qui vari progetti. Prima di pensare ad aumenti di stipendio, Mancini si procura le statistiche degli addetti alle Gran Corti criminali, ai Tribunali civili, alle Gran Corti civili e alla Cassazione. A quest'ultima sono dedicati altri fascicoli nei quali, partendo dagli atti di una Commissione del 1866 e dalla situazione creatasi a Roma nel 1870-1871, ci si sofferma sulle proposte del Primo Congresso giuridico italiano del 1872 per sostenere i progetti di riforma del 1877, che abbracciano tutto l'ordinamento giudiziario. Per discuterne Mancini, al solito, cerca i precedenti, ma mi domando per quale ragione, in mezzo ad un fascio di appunti per i suoi discorsi in Parlamento, si trovi questa dichiarazione di Alberto Cavalletto [Busta 1015 n. 2 (13)]:
Don Grioli, Don Grazioli, Don Tazzoli, Montanari, Speri, Poma, Canal. Scarsellini, Zambelli e Frattini, spenti sulle forche di Mantova nel 1851-52-53, non furono giudicati da magistrati italiani e civili, bensì da una Corte marziale, tutta militare.
Roma, 11 18 aprile 1877
ALBERTO CAVALLETTO Dep.