Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1983
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pagina
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325
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Carte di Mancini Guardasigilli 1876-1878 325
Ma ben altrimenti il voto, acciò un Re Costituzionale da sé e per opera di un uomo qualunque di sua fiducia, modificasse lo Statuto o la Costituzione del paese, parrebbemi l'invocazione di un colpo di Stato, e della distruzione illegale delle istituzioni nazionali esistenti, e perciò non una teoria ma una manifestazione che le vigenti Leggi positive dichiarano delittuosa. Ma forse questa opinione non trova applicazione al tenore, che ripeto d'ignorare completamente, dei vostro articolo.
Appena ricevuta la vostra lettera, eccovi una risposta confidenziale, alla quale certamente non potrete muovere accusa di reticenza. Ed a queste ultime mal credute arti di governo non sarà mai che ricorra chiunque, come me, non ama il potere, ma la libertà vera e la prosperità della patria sopra ogni altra cosa.
Spero che codeste acque vi abbiano restituita pienezza di sanità, acciò possiate consacrare il vostro alto ingegno e la potenza della vostra penna al bene del paese.
Vi prego di far gradire i miei ossequi alla vostra egregia Signora, e credetemi di cuore.
Vostro aff.mo collega MANCINI 2)
Casamicciola, 3 settembre [1876] Illustrissimo Sig.r Ministro.
Mille grazie della sollecita e leale risposta alla mia lettera. Mi auguro che, quando avrete preso cognizione dell'articolo incriminato, la vostra suscettibilità uffiziale sarà calmata. Ad ogni modo, il Parlamento prima, poi il giurì, apprezzeranno se le mie furono teorie o eccitazioni. Eccitazioni a colpi di Stato, io, che mi battei sulle barricate di Parigi il 4 dicembre 1851, contro Bonaparte?!
Sono anche io per l'onnipotenza parlamentare, in Inghilterra. Lì, la Magna Carta fu conquistata dai Baroni ed imposta al re. In Italia lo statuto fu un grazioso motu proprio del principe che poteva non darlo. Si comprende da ciò, come in Inghilterra la facoltà costitutiva risieda nel parlamento non nel re. E come in Italia sia l'inverso.
Io porto nottole ad Atene, ricordando codesto, al maestro di color che sanno. Scusar temi dunque, e fatemi l'onore di leggere l'articolo. Nei delitti di stampa si guarda non il fatto materiale solo ma l'intenzione della scrittura. Io sono convenzionale, ma non consigliere di colpi di Stato. Suggerivo che si faccessero {.sic} le riforme per decreto reale firmato s'intende da un ministro responsabile perché per legge di Parlamento mai non si faranno o saranno monche. Ecco tutto il mio delitto, se delitto è.
Odo con piacere che siete guarito e con dolore leggo voci che vogliate uscire di uffizio. A nome d'Italia, vi supplico, restate e fate. Il paese à fede in voi. Io non sto né peggio né meglio assai poco bene sempre.
L'ordine del sequestro del mio articolo, suppongo, fu dato da Nicotera, allora a Torino. Ora, voi sapete che l'ultima volta che con costui ci siamo guardati in faccia, fu il 1866 una sciabola alla mano, e gli lasciai memoria di me al polso.
Mi offro al vostro servizio in tutto. E gradite, vi prego, l'espressione del mio profondo e sincero riguardo.
PETRU OCELLI DELLA GATTINA
2) La minuta è di mano di Grazia Pierantoni Mancini.