Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1983
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pagina
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329
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Libri e periodici
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disponibilità da parte delle amministrazioni interessate, e ben guidato da esperti funzionari, ha raggiunto lusinghieri risultati. Infatti, con la redazione di inventari e la loro messa a disposizione degli studiosi, logico sbocco del lavoro, si è data la possibilità di esaminare un ambiente come quello molisano, da sempre subalterno alle grandi direttrici della storia italiana, con maggiori mezzi di quelli adoperati da eruditi locali troppo spesso propensi a un amore partigiano del loro campanile. Accompagnano il catalogo vero e proprio della mostra, che nelle sue varie sezioni presenta la documentazione di un ampio numero di archivi comunali, alcune introduzioni storiche. Mario Buonajuto schizza i problemi sociali del Mezzogiorno in generale e quelli più particolari del Molise, che essendo una regione fortemente agricola (Mussolini in un telegramma definì quella di Campobasso la più rurale provincia italiana) risentiva con più difficoltà gli impulsi innovativi presenti in altre parti del Regno. Pasquale di Cicco esamina il nesso fra economia e territorio: è significativo che ancora nei XVIII secolo non esistesse una raffigurazione geografica del Molise, allora quasi appendice della Capitanata. Infatti, solo con l'istituzione nel 1806 della nuova provincia con sede in Campobasso, il Molise diventa un'entità a sé stante. Il faticoso passaggio da un insieme di Università isolate a regione con abbondanti collegamenti stradali è dimostrato dai verbali delle sedute dei Consigli, che vedono un'accentuazione dopo l'Unità di opere pubbliche (ponti, strade, ferrovie), prima ristrette a chiese, fontane e cimiteri. Il secolare passaggio dalle adunanze popolari alla moderna gestione della cosa pubblica è invece documentato da Renata De Benedittis. Indubbiamente la libertà decisionale della massa dei cittadini era in molti casi influenzata dal potere feudale con minacce e sopraffazioni (p. 54). per cui i registri dei parlamenti * attestano volontà decise altrove. Col periodo murattiano e la restaurazione borbonica subentrano i decurionati, eletti su base censitaria, e colla legge del 1865 i Consigli Comunali: una notevole parte della documentazione riguarda proprio il funzionamento degli organi di governo del Comune.
FLORIANO BOCCINI
ENRICO BARONE, / grandi capitani dell'età moderna, con saggio introduttivo di VINCENZO GALLINARI; Roma, Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Storico, 1982, in 8, pp. 258. L. 10.000.
PIETRO MARAVICNA. Storia dell'arte militare moderna, con saggio introduttivo di VINCENZO GALLINARI; Roma, Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Storico, 1982, in 8, voli. 3, pp. 300, 272, 360. L. 20.000.
Quest'opera di Enrico Barone si inserisce nella collana con cui l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore si propone di presentare ad un pubblico sempre più vasto i migliori autori della storiografia militare italiana ristampando le loro opere più significative. Dopo La guerra del 1866 ed altri scrìtti del gerì. Edoardo Scala [Cfr. Rassegna Storica del Risorgimento, a. LX1X (1982), I, p. 83] ecco dunque 1 grandi capitani dell'età moderna.
L'autore, Enrico Barone (1859*1924), fu certo una delle più singolari figure del suo tempo, sia per la vastità degli interessi, che spaziavano dai problemi economici a quelli militari, sia per lo spirito critico e intransigente. Iniziò la carriera militare nel 1874 e, bruciando rapidamente le tappe, giunse nel 1894 ad ottenere, con il grado di maggiore, la cattedra di Storia militare presso la Scuola di Guerra di Torino. Nel 1901 fu nominato Capo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore, ma nel 1906 lasciò l'esercito, pare per un