Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1983>   pagina <330>
immagine non disponibile

330 Libri e periodici
insanabile dissidio con il Capo di Stato Maggiore di allora, Tancredi Saletta. In quegli anni si dedicò interamente allo studio e alla ricerca, pubblicando saggi sulle campagne napoleo­niche, su quelle del Risorgimento, sulla guerra austro-prussiana del 1866, sui grandi condot­tieri di ogni tempo. Al centro dei suoi interessi pose, oltre la storia militare, gli studi di economia: al punto che viene ricordato come uno dei principali economisti italiani del tempo, assai stimato da contemporanei di grande prestigio come Vilfredo Pareto, Leon Walras e Maffeo Pantaleoni. La copiosa produzione in questo campo gli valse, nel 1902, la libera docenza e nel 1909 la cattedra di Economia Politica e Scienza delle Finanze presso l'Istituto Superiore degli Studi Commerciali in Roma. Tra gli studi più importanti: // ministro della produzione nello Stato collettivista (1908), ancor oggi oggetto di studio come prima applica­zione della teoria dell'equilibrio ad una economia pianificata. Intensa fu anche l'attività esplicata come giornalista: dopo aver collaborato a più riprese con i principali quotidiani del tempo, il Barone fondò nel 1909 un proprio trisettimanale. La Preparazione, di cui fu direttore fino al 1916.
I grandi capitani dell'età moderna è una edizione riveduta dell'opera pubblicata nel 1898 da Roux e Frassati di Torino nella quale Barene illustra le principali imprese dei più grandi condottieri d'ogni epoca. Probabili esigenze tipografiche hanno determinato la scelta di eliminare la parte pure di estremo interesse relativa ai grandi capi militari dell'antichità, che nell'originale occupava la prima sezione del testo. Viene quindi riproposta una versione limitata a quattro condottieri, e precisamente Gustavo Adolfo, re di Svezia (1594-1652), Enrico de La Tour d'Auvergne, visconte di Turenne e maresciallo di Francia (1611-1675), il principe Eugenio dì Savoia (1655-1756), e Federico il il Grande (1712-1786). Nell'analizzarne le gesta, Barone riassume prima brevemente le condizioni dell'arte militare del tempo per trattare poi quelle campagne in cui meglio risaltano le innovazioni introdotte dai singoli. Vengono così esaminate la guerra mossa da Gustavo Adolfo all'Impero dal 1650 al 1655, con i grandi scontri di Breitenfeld e Liitzen, le operazioni condotte dal Turenne nella zona del Reno nel 1674-75, le campagne italiane del principe Eugenio e il primo periodo della guerra dei sette anni, nel corso della quale i trionfi di Rossbach e Leuthen rivelarono in pieno il genio di Federico II. Dall'esame di queste campagne l'Autore trae infine le proprie osservazioni e conclusioni in merito ai princìpi strategici che ispirarono ai quattro capitani la condotta delle operazioni, e di ognuno ne illustra brevemente pregi e difetti. VfS
Si tratta dunque di un'opera di notevole interesse, sia per il suo valore scientifico intrinseco, sia per il valido contributo che offre al fine di meglio valutare, nella sua inte­rezza, la figura di uno dei più acuti studiosi italiani dell'epoca contemporanea.
* * *
Pietro Mara vigna (1876-1964), autore della Storia dell'arte militare moderna, riproposta in questa collana, è stato uno dei più attenti studiosi italiani di problemi militari, come testimonia la ricca e sempre interessante produzione letteraria che ne accompagnò l'intera carriera. Ovviamente il periodo più fecondo, al quale appartengono le opere più significative, fu quello trascorso dal Maravigna a Torino dal 1919 al 1929 in qualità di titolare della cattedra di Storia Militare presso la Scuola di Guerra: a quegli anni infatti risalgono gli Studi critici sulla guerra mondiale (1922) e lo Storia dell'arte militare moderna, pubblicata in 5 tomi dal 1923 al 1927. Negli anni successivi gli intensi impegni di comandante della divisione di Firenze e, successivamente, del II Corpo d'Armata durante la campagna etiopica, non gli permisero di portare a termine un altro ambizioso progetto, alla cui realizzazione attendeva con particolare cura, sulla storia dell'arte militare antica. Dopo la seconda guerra mondiale, nel corso della quale non ricoprì Incarichi operativi, non mancò di analizzare,