Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1983>   pagina <331>
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Libri e periodici 331
attraverso la ricostruzione dei cicli operativi, le carenze e le responsabilità delle vicende africane nel suo Come abbiamo perduto la guerra in Africa (Roma, Tosi Editore, 1949).
La Storia dell'arte militare moderna rimane, per la vastità e la complessità dell'argo­mento affrontato, l'opera più significativa, quella in cui l'Autóre meglio precisa la propria concezione del fenomeno bellico. L'opera vide la luce originariamente in tre volumi, che prendevano in esame il Rinascimento e l'epoca delle Monarchie assolute (voi. I), il periodo della Rivoluzione francese e il I Impero (voi. II), l'età successiva alla Restaurazione con l'affermazione dei moderni Stati costituzionali (voi. III). A questi tre se ne aggiunse, nel 1927, un quarto dedicato al primo conflitto mondiale e suddiviso in due tomi riguardanti le campagne del 1914 il primo, i successivi anni di guerra il secondo. Del testo originale l'Ufficio Storico ripropone i primi tre volumi, avendo ritenuto opportuno presentare al pub­blico solo la parte relativa ad un periodo meno conosciuto dal punto di vista della storia militare. Ogni volume dell'opera è strutturato secondo un unico criterio: ad una prima parte che prende in esame le istituzioni militari e i mezzi di lotta dell'epoca, fa poi riscontro l'esposizione della relativa dottrina d'impiego e della condotta delle operazioni. Nel testo originale seguiva il raffronto tra gli aspetti teorici e gli avvenimenti bellici di ciascun periodo: questi capitoli, allo scopo di rendere più agile la nuova edizione, sono stati omessi. Questo, tuttavia, non impedisce affatto di cogliere pienamente il filo conduttore dell'opera, che segue l'evoluzione del fenomeno bellico in stretta correlazione con il quadro storico-politico. La parte più interessante di ogni volume rimane infatti quella in cui l'Autore ricerca i nessi tra l'istituzione militare e la relativa struttura sociale, cercando di stabilire in che misura gli aspetti politici e economici di ciascuna epoca si riflettano nelle tecniche belliche o nel modo di condurre le operazioni. L'ipotesi che soggiace a questo lavoro di ricerca è la convinzione del Maravigna di un'ininterrotta evoluzione dell'arte militare dal Rinascimento sino ai suoi tempi. Analizzare l'evolversi delle strutture, delle dottrine e delle operazioni militari significa, in altri termini, ricostruire il modo attraverso cui, nel tempo, i princìpi immutabili dell'arte militare siano riuscid ad affermarsi in modo chiaro ed inequivocabile, liberandosi di tutte Quelle distorsioni che ne sminuivano l'essenza e ne intralciavano l'applicazione. La storia dell'arte militare moderna si identifica perciò con la storia dello sforzo volto a rag­giungere verità chiare e distinte, da rendere poi operanti.
Anche se questa concezione finisce oggi con l'essere respinta per l'eccessiva finaliz­zazione degli avvenimenti storici, non ne risulta affatto inficiata la validità complessiva di un'opera pressoché unica nel panorama della storiografia militare italiana.
LEOPOLDO NUTI
MAGDA TASZAY, Pàrhuzamok és keresztezddések. A magyar-olasz kapcsolatdk tarténetébol (Parallelismi ed incroci. Dalla storia dei rapporti italo-ungheresi); Budapest, Gondolat, 1982. n. 8, pp. 430. S.p.
L'A. è ben nota a chiunque abbia avuto occasione di occuparsi della storia dei rapporti culturali tra l'Italia e l'Ungheria, soprattutto nel periodo risorgimentale. Quest'opera, in realtà, dedica solo l'ultimo dei suoi quattordici capitoli all'Ottocento: la parte principale del libro offre un panorama, ricco di dati ed articolato nell'esposizione, delle vicende che, durante dieci secoli tra le incursioni degli ungari e la morte di Lajos Kossuth , collegarono i due popoli. Sono passati in rassegna contatti politici, sodali e culturali quest'ultimo è