Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
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1983
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Libri e periodici
MARIO NAGARI, Il Colonnello d'artiglieria Francesco Omodei, già aiutante di campo del principe di Carignano Carlo Alberto; Torino, Scuola d'Applicazione, 1981, in 8*, pp. IX-170. S.p.
Mario Nagari è uno studioso piemontese, autore di numerosi contributi, apparsi per lo più sul Bollettino storico per la provincia di Novara e dedicati alla ricerca soprattutto biografica. Cominciando ad interessarsi dei coinvolti nella rivoluzione piemontese del 1821, li ha ovviamente seguiti nell'emigrazione; a causa dei loro contatti con altri patrioti si è sentito stimolato a studiare altre vite, e così a mano a mano ha steso, con fatica e amore, numerosi saggi su quei personaggi che apparivano frequentemente in articoli di riviste d'anteguerra per lo più col titolo Un novarese (o cremasco o tortonese) ingiustamente dimenticato. Francesco Omodei (1785-1837) di Cilavegna, centro della Lomeliina, è uno di questi: ufficiale di artiglieria nel Regno Italico e combattente nella Campagna di Russia, passa nel 1814 nell'esercito piemontese, partecipando alla Campagna in Savoia nel 1815. Appena fondata, nel 1816, l'Accademia Militare, vi diventa professore d'artiglieria, incarico che manterrà fino alla morte, e parallelamente sale i gradini della carriera fino al grado di colonnello. Una carriera piuttosto normale, se non fosse per il 1821. In quel fatale marzo l'Omodei è aiutante di campo del Principe di Carignano e, sebbene nelle inchieste successive risultasse scagionato da ogni addebito, perché raggiunse il campo legittimista di Novara secondo gli ordini di Carlo Felice, purtuttavia era considerato amico di ufficiali che ebbero rilievo nei moti, come il Tadini.
Con l'avvento al trono di Carlo Alberto è promosso Direttore delle Scuole d'Artiglieria, e comandante del 1 reggimento d'artiglieria. In questo periodo fa numerosi studi su nuove bocche da fuoco, in particolare a retrocarica, che si conservano nella Biblioteca della Scuola d'Applicazione di Torino, precedendo così Giovanni Cavalli, considerato il fondatore dell'artiglieria moderna.
Questa brillante carriera fu interrotta dal sospettoso ministro della Guerra Emanuele Pes di Villamarina, che nel 1835 gli tolse la Direzione della Scuola e del reggimento, mettendolo a disposizione del Ministero, a causa di voci che lo davano per liberale, in un periodo nel quale le infiltrazioni nell'esercito della Giovine Italia preoccupavano l' Italo Amleto . Questa esclusione amareggiò l'Omodei profondamente, e due anni dopo spirò a seguito di lunga malattia. In appendice al volumetto Nagari riporta alcuni documenti riguardanti il Nostro, e i curricula militari di altri iomellini, in particolare cilavegnesi.
FLORIANO BOCCINI
MAGDA JASZAY, Mazzini; Budapest, Gondola!. 1977, in 8", pp. 296. S.p.
In un libro agile nel formato e nello stile, l'A., che è tra i collaboratori dell'Istituto italiano di cultura di Budapest ed italianista tra 1 più noti in Ungheria, presenta l'uomo politico tra la sua prima gioventù il racconto s'inizia ricordando la celebre passeggiata con la madre ed un amico una domenica d'aprile del 1821 e la sua morte. Si tratta di un'esposizione ampia, particolareggiata, che, seguendo il filo cronologico, fornisce, in realtà.