Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
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1983
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pagina
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337
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Libri e periodici
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al pubblico colto ungherese una storia in nuce dei principali avvenimenti del Risorgimento italiano, con uno sguardo anche alle vicende europee. Nelle pagine del libro rivivono personaggi noti e meno noti della Giovine Italia , le manifestazioni del popolo davanti al palazzo del Quirinale dopo l'elezione di Pio IX, il ritorno di Mazzini a Milano e l'inizio del giornale L'Italia del popolo, Roma repubblica, l'incontro con l'ungherese Kossuth, i contrasti con Cavour, gli anni tra l'esilio a Londra, le lotte continue per far trionfare il suo programma repubblicano, i viaggi a Firenze e a Napoli, la perseverenza nei propri ideali fino alla morte. Il tono biografico non esclude la rappresentazione di una storia globale, complessiva, in cui la figura di Mazzini riceve maggior forza e vigore proprio perché è visto e presentato sullo sfondo di una complessa trasformazione politica da cui riceve luce e talvolta ombra il suo modo di sentire, di agire, dì avvertire o di non comprendere i momenti salienti della storia di cui è, insieme, protagonista e vittima. Larghe citazioni dalle sue opere arricchiscono il racconto che certamente ha il merito indubbio di far conoscere agli ungheresi uno dei maggiori rappresentanti di quel Risorgimento italiano che legò così profondamente i due popoli.
LAJOS PASZTOR
LAJOS LUKACS, The Vatican and Hungary 1846-1878. Reports and correspondence on Hungary of the Apostolic Nuncios in Vienna; Budapest, Akadémiai Kiadó, 1981, in 8, pp. 795. 48.00.
Durante il lungo pontificato di Pio IX furono quattro i rappresentanti della Santa Sede che si avvicendarono nell'incarico di reggere la prestigiosa nunziatura viennese. Nell'ordine essi furono mons. Michele Viale Prelà che, dopo essersi fatte le ossa con una esperienza di sei anni in Baviera, vi era approdato nel 1845 per rimanervi fino al 1855, anno in cui, nominato arcivescovo di Bologna, vi portò una così esagerata nota di fanatismo, da far quasi rivivere i tempi dell'Inquisizione, scrive uno storico, che non si segnalava certo per spirito anticlericale, nel rievocare le pesanti responsabilità del presule nel caso Mortara. *) A Vienna lo sostituì mons. Antonino De Luca, anche lui, come il predecessore, reduce da una missione diplomatica in Baviera: restò in carica dal 1856 al 1863, passando quindi per tutte le agitate vicende legate alla fine del dominio austriaco in Lombardia ed al primo effettivo momento di crisi del potere temporale. Dopo il siciliano De Luca toccò all'umbro Mariano Falcinelli che rimase in riva al Danubio fino al 1874; diversamente dai due colleghi che lo avevano preceduto, non aveva nessuna conoscenza dell'ambiente cattolico germanico provenendo da un'esperienza diplomatica di sei anni a Rio de Janeiro, ma la grande familiarità con l'Antonelli gli permise di superare tutte le difficoltà di un periodo che, se sul piano italiano vide la caduta definitiva del potere temporale, su quello interno austriaco non fu meno convulso per via dei continui attacchi al Concordato del 1855. Nel 1874 il suo posto fu preso da Ludovico Jacobini, il futuro segretario di Stato di Leone XIII, che si
i) R. DE CESARE, Roma e lo Stato del papa. Dal ritorno di Pio IX al XX settembre (1850-1870), Roma, Newton Compton, 1975, p. 228.