Rassegna storica del Risorgimento
CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno
<
1983
>
pagina
<
340
>
340
Libri e periodici
novelle e del passato se non il lungo e basso e tetro edificio giallognolo, oggi riverniciato e rinfrescato alla bell'e meglio, cui i muragiioni consentono di sollevarsi sul fiume qualche cosa in più dei pochi centimetri dei tempi del bagno.
È, appunto, per chi non lo sapesse, e non vivesse in Abruzzo, e non ascoltasse di tempo in tempo le querimonie e le geremiadi sul destino da attribuirgli, sulle funzioni da assegnargli, o che più so io, tra una rivitalizzazione di un inesistente e mai più esistito centro storico ed una ennesima denuncia di Italia Nostra, il bagno borbonico, che il progresso non ha avuto bisogno di distruggere perché disteso pigramente su una plaga opaca, urbanisticamente e speculativamente inutilizzabile, ed il passato non è riuscito a conservare in modo degno, significativo, espressivo, quasi facesse parte esso stesso di una tirannide da gettarsi una volta per sempre dietro le spalle.
Luigi Lopez, che è poeta ed insegnante oltre che studioso di storia, e sa perciò che l'inutilità è di per se stessa un pregio, e che sono le cose più preziose e perciò tormentose quelle che cerchiamo vanamente di dimenticare, è entrato, sulla scorta del documento, che dopo sé fa le persone dotte , purché si sappia stare al suo lume, senza farsi irretire dai brividi delle fantasticherie e del revival, nel bagno di Pescara e, subito prima di tracciarci in apposito prossimo volume la storia dei processi quarantotteschi che lo hanno riempito di galeotti politici, ce ne ha delineato le vicende nei corso di quegli anni cinquanta che appunto il Quarantotto abruzzese e la spedizione di Sapri hanno reso in materia particolarmente affollati e drammatici.
Ma tutto ciò, che pure è moltissimo, ed occupa la metà del volume in esame, nonché la fittissima appendice, accentrata sulle lettere, conservate nell'archivio di Stato dell'Aquila, al medico Benedetto De Bartfiolomaeis, e sulla pretesa cospirazione dei 1853 all'interno del bagno, con connessa istruttoria e sentenza del lebbraio 1856, tutto ciò, dicevamo, avrebbe interessato la storia patria o magari l'agiografia risorgimentale nel senso più convenzionale del termine senza il primo centinaio di pagine del volume medesimo, che è un'autentica discesa agli inferi, e Cioè un esame minuziosissimo, quasi un regolamento radiografato, delle disposizioni legislative, delle norme carcerarie, della vita comunitaria, che intorno ai bagni del regno di Napoli distendevano l'atmosfera da negazione di Dio.
La pedanteria delle mezze maniche e l'intuizione dello psicologo si congiungono così a conferire al lavoro del Lopez un elevato valore pedagogico, nel senso più spirituale del termine, ed un pregiò storiografico che vorrei dire raffinato, come quello che ci consente di vedere dall'interno, dalla realtà quotidiana, nel ritmo ossessivamente monotono dei mesi e degli anni, le lacrime ed il sangue di coloro che dai banchi della scuola eravamo avvezzi a conoscere, e magari a sopportare, e qua e là ad irridere, come martiri del Risorgimento, e che ora viceversa, non senza nostro sgomento e quasi raccapriccio, ci appaiono martiri autentici, e non importa forse più se politici, se della libertà o della costituzione o dell'unità d'Italia, ma martiri come Christi patientes, umanità sofferente, dolente, banalizzata, svillaneggiata, dalla cieca bestialità di un potere ottusamente repressivo, Vecce homo sanguinante di una storia senza limiti di tempo.
Ecco perciò la gogna, le fatiche le più penose a profitto dello Stato , il cerchio di ferro, la catena, questo seguito di violcntamenti fisici dell'individuo in quanto tale, allo scopo perverso di rattrappirlo e storpiarlo, oltre che di punirlo, e che turbano e sconcertano al di là delle pene medie valeggian ti comminate per i delitti contro la religione o delle procedure sommarissime nel giudizi politici (ma 6 impossibile passare sotto silenzio l'abolizione dell'accoppiamento alla catena e del marchio a fuoco, decretata nel codice penale francese del 1791, in uno sprazzo di fraternità che né Napoleone né la Santa Alleanza né l'orleanismo, a non parlare dei Borbone, sarebbero stati in grado di condividere).
Attutito da una clemenza sovrana opportunamente dosata allo scopo di mantenere in