Rassegna storica del Risorgimento
FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno
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1983
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pagina
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388
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388 Carlo Bordini
Filangieri si inserisce in questo filone con una sensibilità particolarmente acuta nei confronti dei settori diseredati della popolazione. Molto si è parlato di questa sensibilità, che giungeva già ad una netta visione dicotomica della società;*) uno studio approfondito, che ne metta in piena luce il carattere, e che la metta in rapporto con l'eredità della lezione genovesiana, non è ancora stato compiuto. Questa sensibilità sociale, d'altronde, e questa stessa concezione dualistica, hanno dato origine ad alcune interpretazioni che, più che inserire il pensiero del Filangieri nel contesto della sua epoca, ne hanno distorto la personalità tendendo a presentarla come quella di un anticipatore della teoria marxiana della lotta di classe. Fare luce su queste forzature è la premessa indispensabile di chi voglia dare al pensiero sociale filangieriano una corretta impostazione storica.
Partendo da un celebre brano del filosofo napoletano, già il Michels aveva rilevato, nel capitolo Sulle origini e primordi della teoria del materialismo storico del suo La teoria di C. Marx sulla miseria crescente, che
Il merito di aver riconosciuto la lotta di classe tra le due grandi classi economiche quale punto di partenza e spiritus rector della storia umana spetta al discendente di ima delle più grandi famiglie dell'aristocrazia europea, Gaetano Filangieri . ?)
Interpretazioni analoghe sono state riprese anche in opere più recenti. Nella sua Storia delle dottrine economiche, la Griziotti Kretschmann, riferendosi alla concezione filangieriana della divisione della società in proprie-tarj e non proprietarj , afferma: A questo concetto di classe lo stesso Marx si è ispirato nel suo Manifesto . 8> E tutto lo studio del Mongardini sul Filangieri è, in definitiva, costruito sull'interpretazione dell'autore de La scienza della legislazione come precursore di Marx. Il Mongardini mette in stretto rapporto la volontà riformatrice (e non di mera analisi della realtà) del pensiero del Filangieri, con l'intenzione marxiana di mutamento del mondo, s> ma senza tener conto del fatto che gran parte delle opere settecentesche si muovono su un piano che è di volontà di riforma e di cambiamento della società, e non di mera analisi. E pur non arrivando alle concezioni estreme
6) La sola distinzione dicotomica afferma ancora il Lepre è invece a fondamento delle pagine del Filangieri... Più che ad uno studio della società, il Filangieri mira a una sua trasformazione, e l'analisi è strettamente funzionale ad essa. Né va trascurato il fatto che il Filangieri pone a fondamento della distinzione tra proprietari e non proprietari non tanto il possesso della terra quanto quello della forza lavoro (A. LEPRE, art. df., p. 354). Il Filangieri afferma il Dal Pane intuisce il rapporto che passa fra accentramento della proprietà e proletarizzazione (L. DAL PANE, Storia del lavoro in Italia, Milano, 1958, p. 412). Giudizio analogo è quello espresso dal Cherubini (A. CHERUBINI, Dottrine e metodi assistenziali dal 1789 al 1848, Milano, 1958, pp. 45-46). Per quanto riguarda la concezione dicotomica della società nella storia si veda S. OSSOWSKI, Struttura di classe e coscienza sociale, Torino, 1966, cap. II, pp. 23-43,
?) R. MICHELS, La teoria di C. Marx sulla miseria crescente e le sue origini, Torino, 1922, p. 105.
*> J. GRIZIOTTI KRETSCHMANN, Storia delle dottrine economiche, Torino, 1949, p. 232.
9> Si interpreti il pensiero del Filangieri attraverso 11 linguaggio ancora astratto del XVIII secolo e si troveranno queste parole di Marx: "I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta però di mutarlo" (C. MONGARDINI, Politica e sociologia nell'opera di Gaetano Filangieri, pref. di F. Ferrarotti, Milano, 1964, pp. 25-26).